Crema, 29 maggio 2026
Una lezione di sport e di vita.
A impartirla, agli studenti della classe quarta del liceo sportivo dell’istituto Pacioli è stato il montodinese Marco Villa, ex campione di ciclismo e oggi tecnico federale. Un palmarès invidiabile il suo: bronzo alle Olimpiadi di Sydney, vincitore di più di venti Sei Giorni, di due titoli mondiali, di un bronzo mondiale nell’inseguimento a squadre da dilettante, di un oro ai Giochi del Mediterraneo e di tre titoli italiani consecutivi. Ai quali si sommano i successi ottenuti da commissario tecnico: tre ori olimpici, oltre ad argenti e bronzi e a titoli mondiali e europei. Il grande merito che gli viene riconosciuto è di aver rifondato la pista italiana maschile dopo anni difficili e di aver fatto esplodere campioni come Filippo Ganna, Jonathan Milan, Elia Viviani Simone Consonni, dimostrando che si può eccellere sia su pista che su strada.
Nell’incontro organizzato dal Panathlon club Crema e introdotto dal suo presidente Massimiliano Aschedamini, Villa ha dialogato con il giornalista Dario Dolci ripercorrendo le tappe più significative della sua vita e della sua carriera, dalle delusioni ai trionfi, dalle cadute (vedi la spalla lussata alla vigilia delle Olimpiadi di Seul) alle ripartenze. Il campione montodinese ha parlato anche della sua gioventù, delle prime pedalate spinto dal papà, dell’importanza del velodromo di Crema, degli studi abbandonati per lo sport e della delusione per il mancato diploma, della vita di un atleta e delle rinunce, del doping ormai sconfitto nel ciclismo e delle tecniche sempre più sofisticate, aggiungendo aneddoti che hanno saputo tenere altissima l’attenzione degli studenti per oltre un’ora e mezza. E anche questo è un primato.