Crema News - Crema - Parla il fratello di Youssef Youssef Rama Abdelaziz, la vittima

Crema, 13 luglio 2026

"Gli hanno teso un agguato e l'hanno ucciso".

Ricorda così Mohamed Bahloul quello che è accaduto a suo fratello, Youssef Rama Adbelaziz, ucciso sabato sera poco dopo le 23 nei pressi del parcheggio del supermercato Conad, in viale Repubblica.

"Mio fratello avrebbe dovuto cominciare a lavorare questa mattina - racconta - e sabato sera era uscito con amici. Era in un bar vicino alla posta quando è entrato il senegalese (Mdiaye Papa Mamadou, ndr) e ha cominciato a discutere e anche a mettergli le mani addosso".

Per quale motivo?

"Non lo so. So che il senegalese è stato mandato via dal locale. Mio fratello mi ha chiamato e mi ha riferito quel che era successo. Gli ho detto dio venire subito a casa".

E lui lo ha fatto?

"Sì, dopo un po', intorno alle 23, è arrivato. Gli ho parlato e gli ho detto di andare a dormire, ma lui mi ha detto che prima voleva andare a fare una passeggiata. Poi sarebbe rientrato".

Era da solo?

"Sì, io ero davanti a casa, in viale Repubblica e lui si è incamminato verso il supermercato. Quando è sparito dalla mia vista, ho sentito delle grida e visto tre persone che hanno circondato Youssef".

Lei che cosa ha fatto?

"L'ho sentito gridare e sono corso subito da lui. E con me è arrivata anche altra gente".

Che cosa ha visto?

"Mio fratello era a terra e perdeva molto sangue. Ha cercato di fermare l'emorragia".

Le ha detto qualcosa?

"No non mi ha parlato".

Ha informato i suoi genitori?

"Sì, ho chiamato in Egitto. Mia mamma quando lo ha saputo, ha avuto un malore ed è caduta a terra".

Verranno qui?

"No. Attendiamo che il magistrato ci restituisca il corpo di mio fratello e poi lo manderemo in Egitto, dove sarà sepolto.

Intanto le indagini proseguono. Per l'assassinio di Youssef sono state fermate tre persone. Sono Ndiaye Papa Mamadou, senegalese, la persona che ha litigato con Youssef dentro al bar e che poi gli avrebbe sferrato le coltellate, uccidendolo. E' difeso dall'avvocato Corrado Locatelli; Hohksa Bairon, nato ad Empoli e difeso dall'avvocato Alessandro Porchera; Elhaddad Ahmed Mamadu Moustafa Moustafa Ali, nato a Crema da genitori egiziani e difeso dall'avvocata Elena Scotuzzi.

I tre sono stati ascoltati dal Pm Alessio Dinoi, presente la sera di sabato sul luogo del delitto. Il magistrato quando i tre sono stati fermati, nel pomeriggio di domenica, è andato in caserma a Crema per rivolgere loro alcune domande, ma nessuno dei tre ha risposto. A breve verrà comunicata data e ora dell'interrogatorio di garanzia, che sarà sostenuto dal gip Francesco Sora. Inoltre domani dovrebbe essere eseguita l'autopsia sul cadavere.