Crema, 09 marzo 2026

(Dario Dolci) Più di 200 persone hanno partecipato l’altra sera all’Iftar, la cena comunitaria che si consuma dopo il tramonto durante il periodo del Ramadan, proposta dal centro culturale islamico cremasco di via Rossignoli. Tra gli ospiti c’erano il vescovo Daniele Gianotti, il consigliere comunale Giuseppe Torrisi e il responsabile dell’Ufficio Migrantes della diocesi Enrico Fantoni. A fare gli onori di casa è stato Hamid Tahiri, coordinatore del centro. All’Iftar c’erano marocchini, siriani, bengalesi, pakistani, afghani, egiziani, tunisini e tanti africani del Sud Sahel, tra cui alcuni richiedenti asilo.

“Ogni giorno – spiega Tahiri - ci sono persone che vengono e che fanno la rottura del digiuno. Siamo contenti di poterle accogliere, anche se è molto impegnativo. In passato venivano dalle 30 alle 50 persone, adesso il numero è triplicato se non addirittura quadruplicato”.

Proprio in virtù dell’ampliarsi del movimento, il coordinatore esprime un auspicio: “Speriamo in un futuro non troppo lontano di avere il riconoscimento di luogo di culto, come è avvenuto per i nostri amici di Piadena. Presso il nostro centro proponiamo diverse attività: corsi di italiano, giochi per i bambini, Grest, interventi di agenzie interinali per la ricerca di lavoro. Per il prossimo anno scolastico vogliamo introdurre uno spazio compiti per gli studenti”.