Crema, 08 marzo 2026

(Annalisa Andreini)  È stata presentata ufficialmente presso il ristorante Nuovo Maosi di Crema (San Bernardino), la Confraternita del Salva Cremasco, in un’elegante serata di gala, alla presenza degli ospiti istituzionali e di una quarantina di soci-cavalieri iscritti.

La confraternita, come ha spiegato il presidente Paolo Patrini (medico e consigliere comunale di Crema), è nata un anno fa ma è stata presentata ieri sera ufficialmente dopo che ha ottenuto, nel corso del 2025, il via libera dal Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e aver adempiuto a tutti gli obblighi burocratici per l’utilizzo del nome, esistendo già un Consorzio di tutela del noto formaggio (nato nel novembre 2002). 

La confraternita è entrata a far parte anche della Fice (Federazione italiana circoli enogastronomici).

Oltre a Patrini i soci fondatori sono la chef Anna Maria Mariani (vice presidente), Elena Tortiroli (chef e patron del Nuovo Maosi) in veste di tesoriera, Franco Bozzi (consigliere, che ha avuto l’idea insieme a Patrini), Fabiano Gerevini (in veste di segretario) e Giuseppe Moretti (consigliere).

A introdurre la cerimonia il senatore Renato Ancorotti, che ha rimarcato l’importanza di valorizzare i prodotti tipici della città e del territorio come i tortelli cremaschi, il salame nobile e ora il Salva Cremasco Dop, simbolo del Made in Italy e dell’artigianalità, contro il fenomeno sempre più diffuso dell’Italian sounding (fenomeno che riguarda prodotti agroalimentari esteri che evocano, attraverso nomi, immagini, colori (bandiera italiana) o marchi, un legame con l'Italia, senza però essere autentici prodotti Made in Italy).

Il primo cittadino Fabio Bergamaschi ha ricordato le iniziative del comune per portare avanti i prodotti e i piatti agroalimentari: la De.Co e il neonato Distretto del Cibo.

Protagonista assoluto della serata il Salva Cremasco, descritto nella composizione e nella storia da Gianni Marchesi: un formaggio, che è incluso nella Top 20 dei formaggi italiani con una produzione di 260 tonnellate nel 2024. Prodotto esclusivamente con latte del territorio (e solo da mucche frisone e brune alpine) e delle zone di produzione( Cremona, Brescia, Bergamo, Lecco, Milano e Lodi) è nato per salvare le eccedenze di latte in primavera. Fa parte della famiglia di formaggi molli da tavola a pasta cruda, con una struttura friabile e gessata e una sottocrosta tendente al fondente. 

La durata minima della stagionatura, che avviene ancora sulle assi di legno, è di 75 giorni e ha la tipica forma del parallelepipedo.

Il logo e lo stemma della nuova confraternita, che richiama la figura del cavaliere medievale, è stato ideato dall’artista Roberto Galli (produttore musicale). Ha pensato a diversi simboli del territorio con la ricchezza della campagna: il verde dei prati stabili (da cui si ricava il foraggio), il blu dei fiumi Serio e Adda, il sole raggiante simbolo di energia, l’elmo medievale del cavaliere, la spada come volontà di difendere i valor i(così come recita il motto “Custodes saporis tutores traditionis”) e infine il guanto, che regge il cubo di formaggio, con le lettere S e C evidenziate a indicare Salva e Crema.

Al termine la cena con alcuni piatti ad hoc, tra cui il risotto con topinambur e Salva Cremasco e una chicca finale, il Bon Bon al Salva (un cioccolatino che racchiude un ripieno al formaggio).