Il portone di via Marazzi ricoperto di scritte
Crema, 31 agosto 2026
(Dario Dolci) “Vanno bene i turisti, va bene la passione per il film Call me by your name, ma anche la tutela della proprietà privata ha la sua ragion d’essere. E i danni causati devono essere risarciti”.
E’ questa la sostanza dell’intervento di Ferdinando Vacchi, comproprietario dell’immobile di via Marazzi, ormai ricoperto dai messaggi lasciati dai giovanissimi fans della pellicola da Premio Oscar.
Perché proprio lì? Perché lì, per chi ancora non lo sapesse, proprio davanti al portone d’ingresso, è stata girata la scena del film, nella quale i due protagonisti si scambiano il loro primo bacio. Da allora il luogo è progressivamente diventato meta di appassionati e di turisti provenienti da tutto il mondo. E i messaggi si sono centuplicati.
Dopo otto anni dall’uscita del film nelle sale, Vacchi ha deciso che è ora di dire basta e ha scritto una lettera al commissariato di pubblica sicurezza, ai carabinieri, alla polizia locale, alla Soprintendenza, al sindaco Fabio Bergamaschi e all’assessore al Turismo Giorgio Cardile, anche a nome degli altri proprietari.
“Nonostante i numerosi tentativi effettuati in questi anni per trovare una soluzione – spiega Vacchi – la situazione ha assunto dimensioni non più tollerabili. Non ho mai avuto alcuna obiezione nei confronti delle persone che si limitano a visitare o a fotografare il portone; il problema nasce dal fatto che, nel corso degli anni, un numero sempre maggiore di visitatori ha iniziato a scrivere, disegnare, apporre firme e lasciare messaggi sul portone, sulla muratura dell’immobile, sul citofono, sui cartelli e su altri elementi appartenenti alla proprietà privata. Per molto tempo ho cercato di gestire personalmente la situazione, provvedendo alla pulizia, all’imbiancatura e al ripristino delle superfici. Tutto inutile”.
Così come le precedenti segnalazioni: “Più volte - prosegue Vacchi – ho rappresentato il problema al comune e alla Pro loco, chiedendo che venisse individuata una soluzione capace di conciliare l’interesse turistico suscitato dal luogo con il necessario rispetto della proprietà privata. Inutili si sono rivelati anche i cartelli bilingue da me esposti”.
Negli anni, la situazione è degenerata compromettendo anche il muro dell’edificio storico posto di fronte, che è di proprietà del comune. Nei giorni scorsi, l’assessore Cardile ha annunciato la volontà di apporre dei pannelli removibili sulla facciata comunale, per consentire ai turisti di lasciare i loro messaggi, tutelando al contempo l’edificio.
“Vanno bene anche i pannelli – commenta Vacchi – ma io chiedo alla Pro loco che indirizza qui i turisti, che mi vengano pagati i danni, vale a dire che venga sostituito il citofono e che sia imbiancato periodicamente il muro. E’ una questione di rispetto che finora è mancato. Ai giovani che entrano all’Info Point si potrebbe dare un bigliettino che invita a evitare le scritte”.
Dieci giorni fa, Vacchi si è recato al comando dei carabinieri con l’intenzione di sporgere denuncia contro ignoti per i continui episodi che si verificano. “Mi è stato suggerito, prima di procedere, di sottoporre formalmente la problematica alle autorità e agli enti interessati, affinché possano essere individuati gli interventi eventualmente adottabili. Chiedo pertanto di conoscere quali iniziative si possano concretamente mettere in atto per tutelare l’immobile e prevenire ulteriori imbrattamenti e danneggiamenti, tenuto conto della particolare e ormai consolidata affluenza di visitatori. Fermo restando che qualcuno dovrà pagare i danni causati”.
Nel frattempo, un messaggio a tutti i fans del film: “Il portone è in vendita”.