Crema, 06 giugno 2026

(Dario Dolci) Nei giorni scorsi, il dormitorio pubblico ha chiuso i battenti e i senzatetto si sono ritrovati per strada.

Il caso di Pietro, ultra 70enne, alcolista, gravemente malato, è emblematico. A lui, la Caritas ha detto che potrà avere un’accoglienza notturna da fine mese. I servizi sociali erano informati. Il problema è che l’uomo non ha trovato una soluzione per queste settimane: l’auto dove dormiva fino allo scorso anno gli è stata sequestrata. Un’abitazione non l’ha più da tempo e la pensione non gli basta per vivere. Così, la scorsa notte, ha dovuto chiedere una mano ai compagni di strada che lo hanno condotto in un tugurio. Con lui , c’erano altri tre uomini che prima dormivano pure loro al dormitorio e ora si ritrovano con qualche coperta stesa a terra, tra sporcizia e topi.

“Anche quest’anno – spiega Alex Corlazzoli – mi faccio portavoce di queste persone. Continuo a trovare assurdo che si possa pensare che chi non ha dove dormire il 31 maggio improvvisamente trovi un tetto il primo giugno. Così come è assurdo che lo si lasci solo. E’ illogico che non si possa preparare un’accoglienza per i primi di giugno ma solo a partire dal 29. Non è un atteggiamento umano e tanto meno cristiano. Dire che ci son le docce e un centro diurno serve a poco a chi non ha un tetto. L’indifferenza nasconde ma non risolve i problemi. Ho inviato le fotografie che mi sono state mandate dai senzatetto al sindaco Fabio Bergamaschi, ad alcuni assessori e ai vertici della nostra Chiesa”.