Il castello, sede del comune e, nel riquadro, Francesco Vanazzi
Pandino, 02 maggio 2026
(Gianluca Maestri) È polemica fra il gruppo di maggioranza Insieme per Pandino e l’ex assessore al bilancio Francesco Vanazzi sui 15.302 euro di rimborsi pagati nel 2025 dal comune all’Enav per i permessi del dipendente Riccardo Bosa per la sua attività politico-amministrativa di vicesindaco del comune di Pandino:
Vanazzi ne ha parlato in consiglio comunale, durante il dibattito sul rendiconto del bilancio 2025.
“Non è mia intenzione – ha detto - mettere in discussione quanto previsto dalla legge ma faccio una riflessione di opportunità e morale in merito ai 15.302 euro. In un periodo in cui l’amministrazione, per carenza di fondi, sta limitando molte azioni in ogni ambito, 15mila euro di costo aggiuntivo per il ruolo del vicesindaco mi sembrano davvero un costo importante da sostenere, soprattutto se raffrontato alle spese che l’amministrazione deve affrontare con tagli e variazioni di bilancio. Lascio quindi ai nostri concittadini valutarne l’effettivo peso. Se proprio in quest’aula, quando ancora eravamo minoranza, non abbiamo accettato e ci siamo battuti affinché non si prendessero permessi politici a carico dell’amministrazione, quando ad esempio il consiglio comunale terminava oltre la mezzanotte, pur avendone legittimo diritto, non possiamo accettarlo ora che siamo maggioranza. Quindicimila euro sono una cifra che eticamente e moralmente ritengo spropositata”.
Secca la replica della maggioranza. “Il vicesindaco utilizza i permessi previsti dalla normativa per poter svolgere le proprie funzioni istituzionali garantendo presenza negli uffici e operatività quotidiana. Colpisce che a sollevare una questione etica sia chi, per oltre sei anni ha percepito un’indennità piena per svolgere il ruolo di assessore a fronte di una presenza e di un impegno ben diversi. Il vicesindaco, pur utilizzando i permessi previsti, non raggiunge complessivamente quanto percepito dal consigliere Vanazzi quando ricopriva il ruolo di assessore. Amministrare un comune richiede presenza, competenze ed un impegno quotidiano che incide inevitabilmente sulla vita professionale di chi lo svolge. Se passa il messaggio che questo impegno debba essere sostenuto senza strumenti adeguati, il rischio è restringere la partecipazione a poche categorie. Chi può permetterselo economicamente o chi rinuncia alla propria attività lavorativa. Forse il consigliere Vanazzi avrebbe dovuto dedicarsi pienamente al proprio ruolo quando ne aveva la possibilità anziché attaccare oggi chi continua a svolgerlo”.