Crema, 08 luglio 2026

(Dario Dolci) Le otto Comunità energetiche rinnovabili del Cremasco entrano nella fase operativa, con il supporto tecnico di ConsorzioIT.

Si è tenuta ieri in sala Alessandrini la prima assemblea congiunta dei soci, che ha certificato come le Cer siano pronte per iniziare a scambiare energia e attivare gli incentivi statali. E’ stato stimato un contributo fino a 100 euro all’anno per le famiglie aderenti.

L’incontro ha visto la partecipazione dei comuni fondatori, dei cittadini e delle imprese associate, a testimonianza del forte interesse del territorio per questo progetto di sostenibilità e transizione energetica. L’ordine del giorno prevedeva l'esame e l'approvazione del bilancio 2025 delle singole associazioni, approvati all'unanimità. Le istanze di configurazione per le Cer del territorio sono state presentate da diversi mesi e sono attualmente in attesa di riscontro da parte del Gestore. Fa eccezione la Cer Palate e Fontanili la cui configurazione è già stata formalmente approvata. Per tutte le altre, si auspica che l’approvazione arrivi entro la fine dell’estate, così da attivare lo scambio di energia e l’incasso dei benefici economici previsti dalla normativa.

Il quadro aggiornato dei membri formalmente aderenti evidenzia una base associativa già piuttosto consolidata: i fondatori sono 53 comuni del cremasco, tre diocesi e dieci parrocchie. I soci complessivi al momento sono 1047, di cui 213 iscritti in qualità di produttori (enti o privati dotati di impianti) e 834 in qualità di puri consumatori. La potenza attuale installata è di 1195 kWp, quella attesa a regime sarà di 9519 kWp.

Grazie alle Comunità energetiche, il territorio ha intercettato complessivamente 2.004.882 euro a copertura del 40% delle spese di investimento per la realizzazione di nuovi impianti di produzione di energia rinnovabile. Ora, sono attesi incentivi annui globali stimati in 920.369 euro. Il 35% di questi fondi andrà a chi produce e mette a disposizione l'energia, il 20% alle aziende consumatrici, un altro 20% alle famiglie consumatrici; il restante 25% sarà utilizzato per scopi sociali e progetti benefici a favore del territorio.