Crema News - Guardare senza vedere Don Natale Grassi Scalvini

Cremasco, 15 marzo 2026

IV Domenica di Quaresima A​ ​

 La Parola: ​​1Sam 16,1.4.6-7.10-13  Sal 22  Ef 5,8-14  Gv 9,1-41

 Dal Vangelo secondo Giovanni ​​Gv 9,1-41

In quel tempo, Gesù passando vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?». Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio. Bisogna che noi compiamo le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può agire. Finché io sono nel mondo, sono la luce del mondo». Detto questo, sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va' a lavarti nella piscina di Sìloe», che significa "Inviato". Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva. Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perché era un mendicante, dicevano: «Non è lui quello che stava seduto a chiedere l'elemosina?». Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No, ma è uno che gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!». Allora gli domandarono: «In che modo ti sono stati aperti gli occhi?». Egli rispose: «L'uomo che si chiama Gesù ha fatto del fango, me lo ha spalmato sugli occhi e mi ha detto: "Va' a Sìloe e làvati!". Io sono andato, mi sono lavato e ho acquistato la vista». Gli dissero: «Dov'è costui?». Rispose: «Non lo so». Condussero dai farisei quello che era stato cieco: era un sabato, il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come aveva acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo». Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest'uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri invece dicevano: «Come può un peccatore compiere segni di questo genere?». E c'era dissenso tra loro. Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». Egli rispose: «È un profeta!». Ma i Giudei non credettero di lui che fosse stato cieco e che avesse acquistato la vista, finché non chiamarono i genitori di colui che aveva ricuperato la vista. E li interrogarono: «È questo il vostro figlio, che voi dite essere nato cieco? Come mai ora ci vede?». I genitori di lui risposero: «Sappiamo che questo è nostro figlio e che è nato cieco; ma come ora ci veda non lo sappiamo, e chi gli abbia aperto gli occhi, noi non lo sappiamo. Chiedetelo a lui: ha l'età, parlerà lui di sé». Questo dissero i suoi genitori, perché avevano paura dei Giudei; infatti i Giudei avevano già stabilito che, se uno lo avesse riconosciuto come il Cristo, venisse espulso dalla sinagoga. Per questo i suoi genitori dissero: «Ha l'età: chiedetelo a lui!». Allora chiamarono di nuovo l'uomo che era stato cieco e gli dissero: «Da' gloria a Dio! Noi sappiamo che quest'uomo è un peccatore». Quello rispose: «Se sia un peccatore, non lo so. Una cosa io so: ero cieco e ora ci vedo». Allora gli dissero: «Che cosa ti ha fatto? Come ti ha aperto gli occhi?». Rispose loro: «Ve l'ho già detto e non avete ascoltato; perché volete udirlo di nuovo? Volete forse diventare anche voi suoi discepoli?». Lo insultarono e dissero: «Suo discepolo sei tu! Noi siamo discepoli di Mosè! Noi sappiamo che a Mosè ha parlato Dio; ma costui non sappiamo di dove sia». Rispose loro quell'uomo: «Proprio questo stupisce: che voi non sapete di dove sia, eppure mi ha aperto gli occhi. Sappiamo che Dio non ascolta i peccatori, ma che, se uno onora Dio e fa la sua volontà, egli lo ascolta. Da che mondo è mondo, non si è mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato. Se costui non venisse da Dio, non avrebbe potuto far nulla». Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?». E lo cacciarono fuori. Gesù seppe che l'avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell'uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!». E si prostrò dinanzi a lui. Gesù allora disse: «È per un giudizio che io sono venuto in questo mondo, perché coloro che non vedono, vedano e quelli che vedono, diventino ciechi». Alcuni dei farisei che erano con lui udirono queste parole e gli dissero: «Siamo ciechi anche noi?». Gesù rispose loro: «Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: "Noi vediamo", il vostro peccato rimane».

Parola del Signore.

 

(Don Natale Grassi Scalvini) Con il gruppo giovani abbiamo pensato di dedicare il prossimo incontro a un cineforum. Anche se il film scelto ‘Un mondo a parte’ l’ho già visto diverse volte son contento di rivederlo e approfondirlo con loro. Anche il brano del vangelo di questa domenica meriterebbe, una volta letto o ascoltato, di essere ripreso e riletto con calma. La lunghezza infatti del racconto rischia di farci perdere tanti particolari significativi che l’autore, San Giovanni, ha disseminato nel testo con paziente cura. Voglio solo ricordarne alcuni e poi ciascuno saprà approfondire e chiarire l’impatto che certamente possiamo trovare in modo diverso ciascuno di noi, l’uno dall’altro.

Il più significativo è senz’altro il percorso di fede del cieco che partendo da una situazione di cecità fisica si trova alla fine non solo recuperato nella sua integrità di uomo ma anche convinto nella fede di aver trovato il Messia, perché lo ha davvero visto in faccia. Al contrario c’è tutta l’esperienza negativa, cocciutamente negativa, di chi pur non essendo cieco tuttavia non riesce a vedere oltre le apparenze umane del Signore Gesù, incapace di compiere il più piccolo passo di fede verso il Messia, convinto di sapere e di aver visto e compreso tutto.

Non possiamo dimenticare neanche l’atteggiamento della gente, che si fa domande ma che rimane perplessa fermandosi solo al riconoscimento superficiale di quel cieco ora guarito e cambiato completamente, al punto da non riconoscerlo subito. Per non parlare poi della paura dei genitori che di fronte al potere e alla violenza dell’autorità per timore non osano esporsi neanche un attimo neppure a favore del figlio. Naturalmente poi noi non riusciamo a comprendere lo scandalo generato dall’azione prodigiosa di Gesù compiuta proprio in giorno di Sabato perché noi neanche lontanamente riusciamo a raffigurarci il senso profondo e insuperabile del rispetto per il sabato, giorno dedicato a Dio e solo a lui, che il popolo ebraico aveva quasi scritto nel Dna.

Ma tutti questi elementi per noi si riassumono nella figura e nell’opera del nostro salvatore, che non solo compie un gesto messianico, perché il ridare la vista ai ciechi era uno dei segni indicati dagli antichi profeti, ma sa condurre questo uomo coraggioso a vedere ben oltre l’aspetto fisico delle cose e certamente vorremmo tutti avere la stessa gioia dell’uomo guarito di poter vedere in faccia il Figlio dell’uomo. Possiamo però seguire con decisione il cammino della quaresima e anche noi a Pasqua avremo la possibilità di trovare nella fede la presenza del Signore nella nostra vita, pronto a trasformarla e darci tutta la forza necessaria per vivere con coerenza la nostra fede.