Crema, 20 giugno 2026

(Dario Dolci) Vent’anni di Hospice, 20 anni di cure palliative e di vicinanza a chi soffre.

Vent’anni di umanità e di sostegno nei confronti di chi vive la fase finale della propria vita.

La ricorrenza è stata festeggiata questa mattina presso la sede di via Kennedy della Fondazione benefattori cremaschi, che ospita lo speciale reparto che dispone di 14 posti letto. A fare gli onori di casa è stato Gianni Risari, presidente del Cda di Fbc: “Ringrazio l'associazione cure palliative Alfio Privitera che si è impegnata nell’organizzazione e che da sempre collabora con noi. Fu un'impresa non facile quella che due decenni fa si realizzò sotto la presidenza di Valdo Talone, con la collaborazione del comune, del sindaco Claudio Ceravolo e dell’azienda ospedaliera. Da allora, Crema e il Cremasco sono più ricchi grazie all’Hospice, che dopo 20 anni ha mantenuto il rapporto tra enti privati e pubblici, un'alleanza terapeutica con la comunità e con i volontari. Un patto di fiducia tra persone, con il medico e il paziente che partecipano insieme e con empatia al mistero del dolore”.

Il vescovo Daniele Gianotti ha raccontato un’esperienza precedente di hospice: “Quando arrivai a Crema nove anni fa, avevo già partecipato alla realizzazione di una realtà simile a Reggio Emilia. E’ stata un’esperienza molto arricchente. Prendersi cura dei malati e delle loro famiglie, anche quando non è più possibile guarire e assicurare un accompagnamento spirituale sono gesti fondamentali”.

A seguire ci sono stati gli interventi di Ivan Toschi, vice presidente della Privitera, di Luigi Enterri direttore sanitario, di Salvatore Speciale di Ats Valpadana e del medico Luca Zambelli, che hanno ricordato come aumentino i bisogni di cure palliative e come questi bisogni stiano cambiando.