Crema, 14 maggio 2026
(Dario Dolci) "Non ho parole: sono stata sulla tomba di mia moglie e l'ho trovata sporca"; "Ho portato dei fiori e li ho trovati sporchi"; "Ci sono piccioni e sporcizia dappertutto".
Solo alcuni dei commenti, desolati, di chi va al cimitero a trovare i propri cari e trova un posto per nulla idoneo ad accogliere chi ci va con la morte nel cuore per far visita a chi se ne andato per sempre. E in più spesso e volentieri si trova sconsolato a dover continuamente ripulire. Una specie di supplizio di Tantalo per nulla gratificante.
Aumentano i piccioni, aumenta la sporcizia e aumentano anche le lamentele dei frequentatori del cimitero maggiore.
Il comune aveva promesso un massiccio intervento, che verrà effettuato nella seconda metà dell’anno. Da qualche tempo ha messo delle reti suo loculi vuoti per impedirne l'accesso ai piccioni, che però riescono a passare e a farci i loro nidi.
“Sto aspettando la variazione di bilancio – spiega l’assessore all’Ambiente, Franco Bordo – per avere i fondi necessari a mettere in atto le soluzioni individuate. Stiamo parlando di circa 200mila euro, che serviranno per affrontare il problema”. Bordo spiega in cosa consisterà l’intervento: “La cosa più importante sarà la cattura con gabbie, per diminuire la popolazione di questi volatili. E’ un tipo di azione che non era mai stata fatta in precedenza e che durerà sei mesi. In aggiunta ci sarà la chiusura delle centinaia di loculi attualmente vuoti, dove i piccioni si annidano. Verranno utilizzati dei pannelli. Infine, saranno posizionati dei dissuasori, come reti, fili e punte, soprattutto nella zona del monumentale e in altri corpi. Speriamo che l’intervento dia i frutti sperati”.
Nessuna notizia sulla fine che faranno i piccioni dopo la cattura, nella speranza che vengano liberati in collina, loro posto d'elezione.
Parallelamente, il comune porterà avanti azioni di derattizzazione e di disinfestazione di zanzare e scarafaggi. “Abbiamo già impegnato 40mila euro – conclude l’assessore – e ne abbiamo altri 5000 di riserva”.