Crema, 18 gennaio 2026
Otto giorni di chiusura del Moma di via Diaz in Crema, dove qualcuno ha rischiato di dar fuoco ad alcuni addobbi posizionati sul soffitto del locale a causa delle fiamme scaturite da alcune fontane pirotecniche installate sulle bottiglie, con pericolo di propagazione. Tutto questo ricorda in modo sinistro quel che è successo al Costellation di Crans Montana.
Ma non solo. Durante il controllo eseguito al Moma Club di Crema la polizia ha riscontrato la presenza di minorenni nonostante la serata fosse riservata solo a maggiorenni, la mancata verifica dei documenti all'atto della somministrazione di alcolici, due uscite di sicurezza oscurate da tendaggi, una delle quali si apriva con difficoltà per mancata manutenzione, violazioni delle misure di prevenzione incendi per la presenza di materiali non classificati alla reazione al fuoco, irregolarità della strumentazione del bancone bar e per la presenza di materiale non attinente all'attività esercitata, violazioni alle prescrizioni della Commissione di vigilanza dei locali di pubblico spettacolo per la gestione del parcheggio antistante la discoteca, presenza di dieci lavoratori in nero, mancato aggiornamento del documento di valutazione dei rischi e presenza di solo due operatori antincendio contro i quattro previsti. Sono state pertanto imposte prescrizioni da parte dell'Ispettorato del Lavoro in violazioni delle quali è stata disposta la chiusura del locale per otto giorni.
I controlli sono stati effettuati il 17 gennaio dalla polizia amministrativa, squadra mobile e nucleo prevenzione crimine, da equipaggi e personale dei vigili del fuoco, della polizia locale, dell'Ispettorato del Lavoro e Ats Valpadana.
Dalla regione Lombardia sono arrivati i ringraziamenti al questore Carlo mavbra da parte del presidente Attilio Fontana: "Voglio dire grazie, sinceramente, al questore di Cremona e a tutte le donne e gli uomini delle Forze dell’Ordine per i controlli che stanno portando avanti nei locali. È un lavoro che spesso non si vede, ma che può salvare vite.
Quello che è accaduto a Crema poteva avere conseguenze molto più gravi. Per fortuna non è successo. Ma non possiamo affidarci alla fortuna.
Per questo sento il dovere di rivolgermi direttamente ai gestori dei locali: vi chiedo di non utilizzare più fontanelle pirotecniche o effetti simili nei locali al chiuso. Non è una richiesta solo formale, è un appello umano. Un attimo di spettacolo non vale il rischio di una tragedia.
Tutti ricordiamo cosa è successo a Crans. Tutti sappiamo quanto dolore può nascere in pochi secondi. Facciamo in modo che non accada mai più.
La sicurezza delle persone, dei ragazzi, delle famiglie che entrano in un locale per divertirsi, deve venire prima di tutto. Sempre."
Nel frattempo i responsabili del Moma hanno emesso un comunicato nel quale si scusano per il disagio causato: " Ci scusiamo profondamente per il disagio causato nella serata di ieri. In seguito ai recenti fatti di cronaca avvenuti in Svizzera abbiamo collaborato con le forze dell'ordine per consentire controlli a tutela dei nostri clienti e garantire che tutto fosse pienamente a norma e in sicurezza. I controlli effettuati avevano finalità esclusivamente cautelare e volti a tutelare e garantire la sicurezza dei nostri clienti all'interno del locale.
In merito alle notizie che stanno circolando precisiamo che la situazione è stata gestita tempestivamente e senza feriti (il principio d'incendio, ndr). Il nostro locale è strutturato per garantire la massima sicurezza e consentire un intervento immediato in caso di emergenza. Siamo in possesso di tutte le licenze necessarie. Nessuna licenza è stata requisita: è stata disposta una chiusura temporanea di otto giorni non collegata ai fatti citati, ma dovuta ad altre cause (si legga l'articolo qui sopra, ndr). Rinnooviamo le nostre scuse e vi ringraziamo per la comprensione e fiducia".