Crema, 01 settembre 2026
Volevano ammazzarlo ma non ci sono riusciti.
Oggi la polizia ha chiuso le indagini e comunicato quel che ha scoperto in merito all'accoltellamento di un sedicenne alla stazione di Crema, nella prima serata del 1° agosto. E, accanto al principale indiziato, un egiziano di 23 anni che materialmente ha colpito con un macete il sedicenne, in galera c'è finito un altro suo connazionale di 21 anni che aveva partecipato all'agguato. E i due sono accusati di tentato omicidio; perché volevano ammazzare il ragazzo.
Le indagini della polizia, durate un mese, hanno ricostruito l'episodio. Alla stazione si sono trovate due bande che si sono affrontate. Il 23enne egiziano ha subito mostrato il machete e ha ferito il sedicenne, aiutato nella sua azione anche dal 21enne, che ha picchiato il ragazzo che era a terra e sanguinante. In difesa del ferito sono arrivati anche gli altri amici, armati di catene e bastoni, ma il 23enne non si è lasciato intimorire, brandendo il machete, lungo 52 cm, di cui 35 di lama e tentando di colpire gli intervenuti e poi, quando questi si sono rifugiati in un'auto per fuggire, prendendo a bastonate la vettura.
Un episodio che non è finicot con un omicidio solo per l'intervento deciso di altre persone. E il ferito ha avuto salva la vita perché la lama si è fermata a pochi millimetri dalla carotide.
Al termine delle indagini dunque, il 23enne resta in carcere, dove era stato messo la mattina successiva al ferimento, arrestato perché trovato in possesso di due grammi di hashish. Lo raggiunge il complice di 21 anni, anche lui accusato di tentato omicidio, mentre dodici stranieri coinvolti in questo episodio sono stati espulsi. Si tratta di otto egiziani, due marocchini, un moldavo e un senegalese.
Ricordiamo che il 23enne con il machete un'ora prima aveva minacciato due persone nei giardini di Porta Serio, mentre le cause che hanno portato violenta aggressione non sono state riferite.