Crema, 04 luglio 2026

“Anche i neonati diventano un problema di mercato per la sanità pubblica”.

Ad affermarlo è Paolo Losco, segretario provinciale di Sinistra Italiana, che racconta una vicenda familiare: “Tra la quarta e la sesta settimana di vita, prorogabile fino all’ottava, ogni neonato deve effettuare un controllo importante alle anche: un’ecografia necessaria per verificare che non ci siano malformazioni e, se serve, intervenire in tempo. Eppure, al momento della prenotazione, a mia moglie è stato riferito che Asst Crema, dal 9 luglio, non erogherà più questo servizio essenziale. L’alternativa è spostarsi a Vigevano o a Casalmaggiore. Tradotto, per una visita necessaria a un neonato di poche settimane, tre ore di viaggio, oppure esame a pagamento”.

Inaccettabile secondo Losco: “Nei giorni scorsi Asst Crema ha risposto a chi denunciava i problemi strutturali di una sanità con sempre meno servizi e sempre più attese, con numeri raccontati in modo autoassolutorio, formule vaghe, parole rassicuranti. La realtà è ben diversa. Se un servizio pubblico sparisce, chi può paga il privato. Chi non ha soldi, fatti suoi. È il segno di una sanità sempre più piegata al profitto del privato e sempre meno fedele a quello che dovrebbe essere il suo primo obiettivo: curare le persone, non spingerle verso il mercato. La situazione non nasce oggi. La conosciamo da anni: disservizi, liste d’attesa, l’ipocrita pratica dell’intramoenia dentro le strutture pubbliche, il drenaggio di fondi pubblici prima e di utenza poi verso la sanità privata. Prima si finanzia il privato. Poi si indebolisce il pubblico. Poi si dice ai cittadini: arrangiatevi”.

Asst Crema ha risposto alla denuncia di Losco, senza essere convincente: “Il comunicato sostiene che ‘il servizio non viene sospeso’. Bene, allora perché una madre, seguendo le indicazioni ricevute alla dimissione del proprio figlio, si presenta al Cup e si sente indicare Casalmaggiore, Vigevano o il privato? Mio figlio è nato nel mese di giugno. Nella lettera di dimissioni, tra gli accertamenti e visite in programma, è indicata l’ecografia delle anche. È scritto che va eseguita tra la sesta e l’ottava settimana di vita, da prenotare al Cup con impegnativa fornita dal curante. Un servizio che fino a ieri veniva indicato alle famiglie come percorso ordinario per i neonati, oggi viene ristretto. Non sparisce nel comunicato, ma sparisce nella vita concreta di chi prova a prenotarlo. E alcune famiglie lo scoprono solo quando arrivano davanti allo sportello”.