Crema, 19 maggio 2026
(Andrea Biraghi) L’Ac Crema alza l’asticella sul settore giovanile.
Dopo il riconoscimento come club di terzo livello e il premio nazionale Figc come miglior Grassroots club d’Italia, la società nerobianca punta ora al quarto livello del Sistema di Qualità dei Club Giovanili, il percorso federale dedicato alle realtà che investono in modo strutturato sulla crescita dei ragazzi.
È lo step successivo di un lavoro che il club sta costruendo da tempo e che passa anche dal Crema Future Lab, progetto pensato per rendere più preciso il monitoraggio degli atleti. Il prodotto più concreto è il passaporto digitale del giocatore: una scheda personale con statistiche, minutaggi, presenze, allenamenti, test fisici, dati tecnici e area mentale. Uno strumento che servirà a seguire l’evoluzione dei ragazzi nel tempo, individuando punti di forza e aspetti da migliorare.
A spiegare la portata della sfida è stata Rossella Spada. Il Crema era già riconosciuto come club di terzo livello e, dopo aver studiato i requisiti richiesti, ha deciso di provare il salto al quarto. Secondo quanto riferito durante l’incontro, le società coinvolte nel percorso sono circa 700 in Italia e circa 100 in Lombardia. Il Crema si trova ora a confrontarsi con club professionistici molto più strutturati. “Abbiamo davanti dei giganti”, ha detto la Spada.
Enrico Zucchi ha aperto la presentazione parlando di una società che vuole mettere la gioventù al centro, pur sapendo che questa scelta porta con sé responsabilità e criticità. Il sindaco Fabio Bergamaschi ha invece richiamato il valore sociale dello sport, definendo la pratica sportiva una crescita a tutto tondo e citando anche l’attenzione all’inclusione, con il lavoro sul calcio inclusivo al San Luigi.
Un ruolo importante nel progetto lo ha anche la parte psicologica. Federica Perolini ha sottolineato come formazione, metodo e area mentale siano elementi fondamentali per accompagnare davvero i ragazzi, andando oltre la partita della domenica e la sola prestazione sportiva.
Antonio Cremonesi ha infine illustrato il polo formativo territoriale, una struttura collaborativa aperta ai club del territorio, ma anche a scuole, università, enti di formazione, realtà del terzo settore e centri di ricerca. Secondo quanto emerso durante la presentazione, al momento ne fanno parte quattro società: Palazzo Pignano, Ac Crema, Zelo e Ombriano.
Il messaggio del club è chiaro: il Crema non vuole limitarsi a far giocare i ragazzi, ma costruire attorno a loro un sistema fatto di dati, formazione, territorio e attenzione educativa. Una sfida ambiziosa per una società dilettantistica, chiamata ora a misurarsi con realtà molto più grandi.