Crema News - Crema - Noi votiamo Sì I componenti delle camere penali

Crema, 20 febbraio 2026

(Annalisa Andreini)  Convegno molto partecipato sulle ragioni del Sì: trasparenza e indipendenza della giustizia.

Si è svolto nella sala Bottesini del teatro San Domenico di Crema, gremita di pubblico, un convegno tenuto dalla Camera Penale della Lombardia Orientale (sezione di Cremona e Crema) giunta in città per spiegare le motivazioni del Sì e confutare le tesi del No al Referendum sulla separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, previsto per il weekend del 22 e 23 marzo. 

Per l’Unione delle Camere Penali erano presenti le avvocate Micol Parati e Maria Luisa Crotti (presidente della Camera Penale della Lombardia Orientale) oltre ad Alessio Romanelli( presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Cremona).

Quattro i relatori che hanno illustrato le ragioni del Sì: l’avvocato Andrea Cavaliere (componente della giunta Ucpi), l’avvocato Salvatore Scuto, il professor Oliviero Mazza e Carlo Grillo (ex magistrato). 

Sostanzialmente la separazione delle carriere tra giudici e pm (autonomi e complementari), renderebbe la giustizia più equa e trasparente: “La riforma serve ad attuare finalmente la Costituzione, a garantire un giudice terzo (come prevede già l’articolo 111 della Costituzione) per un riequilibrio del Pubblico ministero e ad avere un processo più equo e più giusto- ha dichiarato l’avvocata Nicol Parati. Non è una riforma contro la Magistratura né una riforma politica ma una riforma tecnica, che di fatto mantiene le medesime garanzie, che oggi ci sono, di indipendenza e autonomia della Magistratura”. 

Cosa prevede dunque la riforma?

“Lo sdoppiamento del Consiglio Superiore della Magistratura e l’istituzione di un’alta Corte disciplinare - ha continuato l’avvocata - mantenendo comunque i principi della nostra Costituzione e del nostro sistema”. 

All’avvocato Andrea Cavaliere invece il compito di confutare la tesi del No legata all’eventuale indebolimento della Magistratura:”È una paura che assolutamente non deve esistere, perché il governo non potrà mai avere il controllo sulla Magistratura, nel momento in cui la Costutuzione viene modificata inserendo la dicitura che anche i pubblici ministeri saranno autonomi”. 

Quindi, secondo quanto esposto dall’avvocato, la tesi del No si smonta leggendo semplicemente l’articolo 104 della Costituzione, “che è chiarissimo nello scrivere che sia i giudici sia i pubblici ministeri saranno autonomi rispetto a qualsiasi altro potere”. 

Infine, l’avvocato ha puntualizzato anche l’importanza della libertà della Magistratura al proprio interno e “la necessità che il giudice sia terzo, perché il cittadino deve avere il diritto ad un processo, in cui chi accusa non è collega di chi giudica, e il giudice deve essere anche terzo e libero rispetto ad una possibile influenza dei pubblici ministeri”.