Il ponte di via Cadorna (foto di Massimo Marinoni)
Crema, 31 gennaio 2026
Tutti insieme contro l'amministrazione e contro quel che si è fatto e si sta facendo per il ponte dio via Cadorna.
Dal 2019 si parla del ponte di via Cadorna, spendendo soldi che poi, alla fine non sembra siano spesi bene, visto che il ponte è sempre lì, ammalorato e bisognoso di interventi decisivi. Come quelli che si dovranno fare. Quando, al momento non si sa. Come, neppure, visto il succedersi di progetti più o meno definitivi, con la soprintendenza che spesso si è messa di mezzo, con i tempi di chiusura e disagi ballerini e sempre contestati e con i costi che sono lievitati non di poco.
Proprio dei costi , ma non solo, si è parlato ieri in una conferenza stampa indetta e tenuta dai consiglieri di opposizione, tutti insieme uniti su questo argomento, vitale per la città. E ci sono andati giù pesante, annunciando un esposto alla Corte dei conti perché, come ha detto Beretta: "Si dovrebbe spiegare come mai da un progetto di 800mila euro si passa, attraverso altri progetti, a uno definitivo da cinque milioni di euro".
Molto agguerriti gli esponenti di centro destra. C'erano Silvia Guatterini e Andrea Bergamaschini (Lega), Laura Zanibelli (FI), Emanuela Schiavini e Giovanni de Grazia (FdI), Simone Beretta (Noi moderati), Ilaria Chiodo (Lista Borghetti) che hanno chiesto un consiglio comunale aperto per discutere su quel che si farà.
"Ci siamo trovati sempre più di fronte a uno spreco esagerato di denaro pubblico, senza che fosse mai perseguita una ricaduta positiva per i quartieri in senso lato, che ancora oggi non sanno quale “mala o buona sorte” subiranno - hanno ribadito. - Pesantissimo il flop dell’amministrazione comunale nei confronti dei quartieri di Castelnuovo, San Bernardino e Vergonzana, e non solo. Pesantissimo anche il flop del sindaco Fabio Bergamaschi, quasi senza appello. Ci saremmo aspettati un granello di umiltà, ma la sua imbarazzante protervia, oggi unita a quella dell'assessore Giorgio Pagliari, è senza senso e irrispettosa nei confronti dei cittadini che vogliono conoscere per sapere. Solo che a Palazzo la trasparenza è poco esercitata".
E ancora: "Oggi sarebbe pronto il progetto esecutivo del ponte di “Pagliari”, da cinque milioni di euro (forse) da mandare a gara, ma non sanno se le pile che dovrebbero sostenere il nuovo impalcato lo reggono. Per questo è diventato necessario investire altri soldi per fare ciò che si sarebbe dovuto eseguire preventivamente in ogni progetto elaborato".
Infine, la conclusione: " Siamo a fine gennaio e il cantiere, per rispettare il cronoprogramma diffuso dall'amministrazione, dovrebbe partire subito dopo Pasqua. Non ci crede nessuno e tutto slitterà all'anno prossimo, dopo le elezioni".
E sì, le elezioni. Se si partisse come da cronoprogramma e qualcosa andasse storto, il caos che ne deriverebbe travolgerebbe questa amministrazione. Meglio rimandare.