Don Natale Grassi Scalvini
Cremasco, 26 luglio 2026
17 ª Domenica ordinaria anno A
La Parola: 1Re 3,5.7-12 Sal 118 Rm 8,28-30 Mt 13,44-52
Dal Vangelo secondo Matteo Mt 13,44-52
In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo. Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra. Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Avete compreso tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì». Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche».
Parola del Signore.
(Don Natale Grassi Scalvini) Appena finiti i mondiali di calcio mi son ritrovato a discutere questa settimana con un amico, che ovviamente tifa per una squadra diversa dalla mia, sulla campagna acquisti delle nostre relative squadre e per non continuare all’infinito a un certo punto gli ho dato ragione ed è finita la discussione.
Leggendo il racconto evangelico di oggi mi è nato il sospetto che anche gli apostoli con Gesù, dopo aver ascoltato ben sette parabole sul regno, gli dicano di sì, di aver capito tutto, per poter passare a un altro argomento. Comprendiamo bene che forse in realtà il maestro non ha raccontato tutte queste parabole del regno nello stesso momento o nello stesso giorno, ma è stato proprio l’evangelista che le ha raccolte tutte insieme con il chiaro intento di rivolgere a noi la domanda decisiva: avete compreso tutte queste cose?
In effetti potremmo rispondere anche noi di aver compreso le parabole perché davvero non mi sembra siano particolarmente complicate. Però basta fermarsi un attimo e qualche dubbio sul profondo significato delle parole di Gesù mi viene quasi naturale, specialmente quanto cerco di armonizzare il senso di ogni parabola con un insegnamento chiaro e univoco su come sia il regno dei cieli.
Oggi per esempio mi pare che le prime due parabole, quella del tesoro e quella della perla preziosa, si assomiglino molto mentre la terza, quella dei pescatori che dividono i pesci buoni dai cattivi, molto simile a quella della zizzania della scorsa settimana, si differenzi totalmente dalle prime due. Mentre infatti se ciascuno di noi si immedesima nel cercatore di perle può pensare che il regno di Dio sia il frutto di una ricerca e di una scelta personale, per la quale vale la pena lasciare tutto pur di possederlo, quando poi pensiamo ai pesci della terza parabola dobbiamo riconoscere che questi entrano a far parte del regno in base a una scelta di altri, i pescatori e quindi gli angeli di Dio che decidono quali siano i buoni e quali i cattivi. Il dilemma che tante volte ha suscitato nei secoli riflessioni profonde sia filosofiche come teologiche è proprio questo: siamo noi a scegliere oppure siamo scelti da qualcun altro, in altre parole quanto è libero il libero arbitrio?
Per quanto mi riguarda, senza entrare nelle sottigliezze di tanti ragionamenti, credo che tocchi sempre a noi scegliere, proprio perché dotati del libero arbitrio. Se infatti ci rendiamo conto di quanto sia bello e appagante scegliere Dio e accogliere la fede come guida e orizzonte dell’intera vita non possiamo che comportarci come il mercante che sceglie di acquistare la perla preziosa. Ma nello stesso tempo se vogliamo evitare che alla fine dei tempi gli angeli siano costretti a scartarci dall’elenco dei buoni dobbiamo cominciare subito a scegliere di comportarci bene, secondo il progetto d’amore che Dio Padre ha pensato per ciascuno dei suoi figli.
Quindi son convinto che spetti proprio a ciascuno di noi scegliere ogni giorno le cose belle che Dio ha predisposto sul nostro cammino e nello stesso tempo scegliere sempre e comunque di non compiere il male per non ritrovarci alla fine ad aver corso invano su questa terra.
Di fronte alla parola di Gesù non possiamo far finta di niente e accontentarci di essere scelti da altri e soprattutto di continuare a seguire ‘i consigli per gli acquisti’ di cui è ricca la nostra società in tutti i momenti della nostra vita. Qui non si tratta di preferire un dentifricio a un altro ma di scegliere consapevolmente di servire Dio già su questa terra sentendoci impegnati a costruire il regno dei cieli nella quotidianità con le scelte piccole e grandi che siamo chiamati a fare per camminare umilmente nella via tracciata per ciascuno, per essere pronti un giorno a sentirci chiamare tra i servi buoni e fedeli che hanno contribuito alla crescita del regno.