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Castelverde, 03 agosto 2026
Prima il divieto di avvicinamento, poi gli arresti domiciliari. Neppure queste misure, secondo quanto ricostruito dai carabinieri, sarebbero bastate a fermare un uomo di 31 anni accusato di maltrattamenti in famiglia e atti persecutori. Dopo l’allontanamento dalla propria abitazione e nuovi episodi intimidatori, il giudice ha disposto il trasferimento in carcere.
La vicenda era cominciata a maggio con la denuncia della madre di una bambina di otto anni. La donna aveva riferito ai militari quanto raccontato dalla figlia, che avrebbe subito violenze fisiche e psicologiche da parte del padre durante i periodi di affidamento congiunto.
Gli accertamenti avviati dalla Stazione di Castelverde avevano coinvolto sia la Procura di Cremona, sia quella per i minorenni. Secondo gli investigatori, le condotte sarebbero state rivolte non soltanto contro la bambina, ma anche contro l’ex moglie, con l’obiettivo di isolarle dai familiari materni.
All’inizio di giugno il Tribunale aveva imposto al 31enne di restare ad almeno mille metri dalla donna e dalla figlia, vietandogli ogni contatto. Era stato inoltre avviato il procedimento per applicargli il braccialetto elettronico.
Le segnalazioni, però, sono proseguite. I carabinieri hanno documentato nuove minacce rivolte anche ai parenti dell’ex moglie e, nella seconda metà di giugno, il giudice ha aggravato la misura disponendo gli arresti domiciliari.
Il giorno successivo alla notifica, l’uomo si sarebbe allontanato dall’abitazione, rendendosi irreperibile. Durante la fuga avrebbe continuato con altre condotte intimidatorie, raccolte e trasmesse dai militari alla Procura.
Alla luce delle violazioni contestate, il giudice per le indagini preliminari ha sostituito i domiciliari con il carcere. Il 31enne è stato rintracciato dai carabinieri di Castelverde e accompagnato alla casa circondariale di Cremona.