Cremona, 18 settembre 2026
(Andrea Biraghi) Quasi 1,4 milioni di euro all’erede di Giordana Zanardi. Il giudice del tribunale di Cremona, Daniele Moro, ha condannato Cristina Pedrabissi, ex private banker del Credito Emiliano, a risarcire, in solido con la banca 1.394. 567 euro, oltre agli interessi, nell’ambito della causa civile promossa dall’unica erede dell’anziana.
La decisione arriva dopo la condanna a sette anni pronunciata a marzo nel processo penale per la maxi truffa da oltre due milioni di euro ai danni della Zanardi e della sorella Marisq, morte entrambe nel 2020 rispettivamente a 90 e 92 anni.
L’erede una volta deceduta la zia, ha provveduto a ricostruire i movimenti del conto corrente e dei titoli della parente in quanto la Pedrabissi aveva consegnato solo circa 16.630 euro sul conto e 97mila euro in titoli.
Secondo la ricostruzione del giudice, Cristina Pedrabissi aveva instaurato con l’anziana un rapporto di fiducia e disponeva delle informazioni necessarie per effettuare tutte le operazioni bancarie. L'anziana, anche per problemi di salute, non frequentava abitualmente la filiale e la bancaria si recava direttamente a casa sua. Nella vicenda sono stati implicati anche anche il marito della Pedrabissi, Maurizio Merlini, morto nel 2025, la suocera Irene Bollini e la madre Carmen Bolzani. Secondo la sentenza, i familiari hanno contribuito mettendo a disposizione conti sui quali transitavano somme appartenenti all’anziana. Bollini è stata condannata a corrispondere all’erede 199.136 euro, mentre per la Bolzani la somma è di 220mila euro.
Giordana Zanardi era rimasta vedova e nel 2010 aveva perso anche l’unico figlio, Raffaele Ghisolfi. Parte del suo patrimonio proveniva proprio dalla successione del figlio. Dopo la morte della donna, gli eredi hanno iniziato a ricostruire quanto avvenuto sui conti, dando origine agli accertamenti e ai procedimenti giudiziari successivi.