Crema News - Dal territorio - In carcere sette mesi, poi assolto Immagine esemplificativa

Cremona, 21 maggio 2026

Fanno 55mila euro.

E' la cifra che una persona chiederà allo stato per ingiusta detenzione, dopo che ha passato sette mesi in galera a causa di uno schiaffo tirato alla sua compagna. Che, nonostante lo schiaffo, è ancora la sua compagna e ieri, dopo la sentenza di assoluzione del tribunale, è andata a prenderlo in carcere e lo ha riportato a casa.

Sette mesi d'inferno per questa persona, 43 anni, prelevata da casa nello scorso settembre, accusata di maltrattamenti ed estorsione e incarcerata.

Tutto nasce da uno schiaffo tirato alla compagna al culmine di una lite. Arrivano i carabinieri che portano la donna in pronto soccorso, dove lei ottiene una prognosi di sei giorni. Non presenta denuncia per quello schiaffo, ma l'indagine parte, si ascoltano i vicini che affermano di sentire urla e liti tra i due. La donna racconta che il compagno si droga e a volte le chiede dei soldi. Di qui l'accusa di maltrattamenti e di estorsione. E, quel che è più grave, il giudice ravvede pericolo per la donna e mette in carcere il compagno.

Cominciato sette medi d'inferno. Lui in galera subisce di tutto: viene ferito dal compagno di cella, si ammala, viene picchiato. Però trova la forza di disintossicarsi. Lei vuole andare a trovarlo, ma i permessi le vengono negati.

Fino a ieri, quando il caso viene discusso davanti al giudice. E così, finalmente, lui può spiegare. Ha dato un solo schiaffo alla sua compagna in tutto il periodo della loro convivenza, circostanza confermata dalla donna, non ha mai estorto nulla perché i soldi finivano su un unico conto corrente, dal quale tutti e due potevano prelevare. E gli altri episodi dove lui avrebbe picchiato lei, non esistono, come confermato dalla stessa donna.

E così, alla fine, lui viene assolto.

E adesso passa al contrattacco perché vuole essere risarcito. Con 55mila euro.