Crema, 25 settembre 2026

Arriva il soprapponte. In ritardo come la gran parte delle opere che vengono eseguite a Crema negli ultimi anni.

In ritardo perché prima la struttura modulare che deve risolvere i problemi di traffico creati dalla chiusura fulminea e inattesa del ponte di via Cadorna avrebbe dovuto essere pronta per ottobre. Quindi si è passati ai primi di novembre e poi, notizia di ieri, si va a fine novembre. Ma è un attimo pensare che si slitterà ancora fino a dicembre: basta qualche giorno di maltempo.

Soprapponte. La ditta di Bolzano è pronta. Ci sono le strutture modulari che servono per montarlo, si tratta solo di scegliere quelle idonee a costruire i cento metri della struttura, mettendo quattro punti d'appoggio, come da progetto esecutivo. E per questo, ci dicono dal comune, ci vogliono 40 giorni. Prendiamo atto, come prendiamo atto del fatto che il sovrapponte serve solo e sempre per entrare in Crema. Perché? Va bene che la mattina il traffico da snellire è quello che da Ca' delle Mosche porta in città, massacrato dagli oltre cinquemila studenti che raggiungono le scuole proprio nell'ora in cui le persone vanno a lavorare, ma la sera, quando la gente rientra a casa e non ci sono gli studenti, il traffico è ancora più caotico e a nulla valgono stop in mezzo alla strada, corsie per ciclisti, restringimenti delle carreggiate, corsie preferenziali: il caos è totale. E quindi? Solo pensare che il sovrapponte scaricherà al rondò di piazzale Rimembranze altro traffico fa di certo venire i capelli bianchi.

Un'altra cosa, sul soprapponte passano solo le auto, pedoni e ciclisti fanno il giro perché della possibilità di costruire anche un passaggio per loro, al momento si sono perse le tracce.

Basterebbe stabilire che dalle 17 alle 19 il traffico veicolare possa passare sul soprapponte per uscire dalla città e non per entrare. E non si capisce perché questo senso unico assurdo.

Di più. Sempre in questi giorni in alcune vie di grande scorrimento, come via IV Novembre, sono state tirate strisce per creare una corsia per i ciclisti, le bike way. Così la strada è diventata stretta e le auto per superare i ciclisti sono costretti ad andare nella corsia opposta, occupata dalle auto che arrivano. Morale: altri rallentamenti.

Le proteste sono tantissime, come le arrabbiature di chi, purtroppo, deve usare l'auto per i propri spostamenti lavorativi, gente che arriva, numerosa, da fuori Crema, non può prendere i mezzi ed è intrappolata dalle code.

In tutto questo si celebra il successo dell'iniziativa Pedala che ti pago: 20 cent ogni chilometro che fai per andare a lavorare, per un massimo di 30 euro il mese da trasformare in buoni acquisto. I posti erano 250 e in tre ore si sono iscritti in 328. Troppa grazia.