Crema, 06 luglio 2026

(Dario Dolci) Per una volta, tra i 194 concorrenti che stanotte sono passati dal piazzale di via Macello per il primo controllo orario sono mancati i cremaschi. C’erano però decine di italiani e di svizzeri, tantissimi inglesi, scozzesi, francesi, lussemburghesi, tedeschi, austriaci e addirittura un australiano, partiti a mezzanotte dall’Idroscalo. A conferma di come la rievocazione storica della Milano-Taranto, anche dopo 39 edizioni, eserciti sempre un grande fascino e un grande richiamo tra gli appassionati di moto d’epoca. In aggiunta c’erano anche dieci cosiddetti assaggiatori, che sono i motociclisti dell’organizzazione che aprono e chiudono la carovana. Ad accoglierli c’erano, come ogni anno, il presidente Alessio Doldi, il presidente onorario Emilio Goldaniga e i soci del Moto club Crema.

Come sempre non sono mancati gli imprevisti, come la moto numero 9, un Guzzino 65cc del 1951, ha lamentato una copiosa perdita dal serbatoio della benzina. Impossibile da riparare. Per il suo proprietario, gara finita dopo appena 40 chilometri. Una decina di concorrenti ha poi sbagliato percorso e per qualcuno è stato necessario andarlo a recuperare. Tra i tanti mezzi fumanti parcheggiati sul piazzale, c’erano autentici pezzi da collezione, come una Moto Guzzi Sport 142VT 500 del 1929, una Saturno Sanremo Replica 500 del 1946 o una Guzzi Airone Sport 250 del 1949.

Dopo la sosta sul piazzale, con degustazione di tortelli e salame cremasco, parte di un ricco rinfresco preparato dalle attive donne del Moto club Crema, che ha organizzato nei dettagli l’evento cittadino, i motociclisti sono ripartiti alla volta di Padova, sede dell’arrivo della prima tappa. Le altre saranno Arezzo, Tivoli,  Caserta, San Giovanni Rotondo e infine Taranto, dove la carovana arriverà sabato dopo aver coperto i 1714 chilometri previsti.