Soncino, 23 ottobre 2026
(Gianluca Maestri) Quale futuro per l’area dell’ex cinema Astor, di proprietà della società Soncino Sviluppo, che cambia destinazione d’uso e diventa residenziale? Se n’è parlato nell’ultima seduta del consiglio comunale a seguito di un’interrogazione presentata dal gruppo di minoranza Insieme-Progetto per Soncino.
“Di fatto –ha detto Vittore Soldo, capogruppo di Insieme e relatore dell’interrogazione- l’ex Astor è destinata spettacoli e cultura ma il cambio di destinazione d’uso da servizi standard pubblici a residenziale ci fa perdere irrimediabilmente un’area che poteva accogliere tutta una serie di attività culturali e favorire la crescita di associazioni soncinesi che hanno la necessità di spazi di livello professionale perché ad oggi la filanda (che è il centro civico di Soncino, a pochi passi dalla rocca) non è un luogo dove si possa fare del teatro oppure un concerto bandistico a meno che non venga attrezzata dalla frequentazione diretta. Chiediamo di sapere se vi sia uno stato avanzato di trattativa sull’ex Astor, di capire il potenziale introito economico nel momento in cui venisse convertita e la progettualità in termini di programmazione culturale perché sarebbe interessante capire se vi sia un impegno preciso nel supplire a quell’area”.
A rispondere è stato il sindaco Gabriele Gallina.
“Quando sarà entrato in vigore il nuovo Pgt la società Soncino Sviluppo potrà ipotizzare dei bandi per la vendita di quell’area e una volta ceduto questo bene andrà in liquidazione. Riteniamo che gli spazi culturali a Soncino siano sufficienti. La nostra sala ciminiera all’interno della filanda è una delle più belle della provincia. Non è adatta per i concerti e per le bande musicali? Però lì facciamo tutto quello che serve, calcolando che il difficile non è trovare 1 milione di euro per costruire una nuova sala, il difficile è avere le spese della gestione. La filanda è un centro culturale importante e già la sua gestione e la sua manutenzione sono importanti. Non ci interessa avere ulteriori spazi da gestire e manutenere che vengano usati due o tre volte l’anno”.
Soldo ha detto di non esser soddisfatto delle risposte ricevute. “Se non c’è la progettualità –ha detto- non c’è nemmeno il progetto per riempire eventuali nuove sale. Ma questo spetta alla volontà politica, che manca”.