Soncino, 24 ottobre 2026
(Gianluca Maestri) Più antico della rocca sforzesca, un altro dei gioelli soncinesi sarà aperto al pubblico oggi e domani, in occasione della 60a sagra delle radici. È il Mulino Sant’Angelo, situato nel quartiere guelfo, un autentico pezzo di storia non solo del paese.
Visitarlo (gratuitamente, negli orari propri della sagra delle radici, vale a dire oggi dalle 17 alle 21 e domani dalle 9 alle 18) significherà fare un bel salto all’indietro nel tempo. E che salto se pensiamo che il suo nucleo originario risale al 1200.
“Una prima apertura al pubblico - racconta Marco Bosetti, il proprietario - c’era stata in occasione della notte romantica ma in pochi lo sapevano. A oggi del mulino abbiamo ristrutturato il piano terra, ed è quello che i visitatori potranno vedere rendendosi conto di com’era un mulino del 1200. Questo ha due macine, una per i cereali e un’altra per lavorare l’argilla, utilizzata per la costruzione della rocca e del borgo di Soncino. Inoltre, ci sono ancora tutti i macchinari di un tempo, oltre che la ruota esterna, che è la più grande della provincia di Cremona. Tengo a precisare che al suo interno non sarà allestito, come si è sentito dire, alcun museo contadino ma sarà esso stesso una sorta di museo, una testimonianza attuale di ciò che erano i mulini secoli fa”.
Luogo di storia e di tradizione, in questi due giorni il Sant’Angelo diventa oggi e domani, eccezionalmente, anche una galleria d’arte. Ospiterà infatti tre mostre: una dei quadri della collezione privata di Aldo Merlo, una dell’artista Alma Lanfredi ed una terza, allestita in tutta l’ala che dall’ingresso guarda al cortile, della fotografa Chiara Rossi.