Pizzocchero, Guidone, Guarneri, Riseri e Fusarpoli
Ripalta Arpina, 15 aprile 2026
(Dario Dolci) “La prevenzione deve andare di pari passo con la repressione”.
Ad affermarlo è stato il comandante della polizia stradale di Cremona Ettore Guidone, ospite ieri sera del Rotary Pandino Visconteo, a Villa Toscanini, insieme al comandante della Polstrada di Crema Guido Pizzocchero, all’infermiera della Croce Rossa Vittoria Fusarpoli e a Giampietro Riseri, atleta cremasco di tennis in carrozzina. A fare gli onori di casa è stato il presidente del club, Mauro Guarneri. L’iniziativa ha fatto seguito alla campagna ‘Un alcoltest per la vita’, che il Rotary ha promosso nelle scuole superiori, appunto con il supporto di Polstrada e Croce Rossa, per far capire agli studenti i pericoli che si corrono quando ci si mette al volante in stato di ebbrezza o dopo aver assunto sostanze stupefacenti. “Abbiamo acquistato e distribuito nelle scuole superiori 5500 alcoltest – ha spiegato Guarneri – consapevoli che l’età in cui si inizia a consumare alcolici si abbassa continuamente”. Guidone ha illustrato come avvengono i controlli sulle strade per il rilevamento della percentuale di alcol nel sangue o per l’assunzione di droghe. “L’obiettivo è diminuire gli incidenti stradali e la mortalità – ha affermato il comandante – che comunque negli ultimi anni sono in calo, proprio grazie a prevenzione e controlli. Nell’ultimo servizio notturno che abbiamo svolto, su 60 automobilisti fermati, tre sono risultati con presenza di alcol superiore alla norma e uno sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Gli uomini sanzionati sono in numero superiore alle donne, anche perché solitamente sono loro che guidano”. Educare è l’obiettivo dell’iniziativa promossa dal Rotary. “E per farlo – ha concluso Guidone – occorre raggiungere i ragazzi attraverso le emozioni. I filmati che mostriamo loro sugli incidenti stradali causati da guidatori che hanno bevuto un po’ troppo, li impressionano”. A seguire, hanno raccontato le loro esperienze la crocerossina Fusarpoli e Riseri. “Mi è piaciuto portare la mia testimonianza nelle scuole – ha affermato quest’ultimo – e coinvolgere gli adolescenti. Non mi sono mai vergognato della mia disabilità; ho sempre fatto una vita normale, uscendo con gli amici, andando allo stadio o ai concerti e da sette anni mi diverto giocando a tennis”.