Caravaggio, 16 gennaio 2026
(Gianluca Maestri) Al via il restauro dell’organo della basilica del santuario di Santa Maria del Fonte. Con una durata prevista di tre anni e costo pari a 567.200 euro, l’intervento è considerato necessario a garantire uno strumento che è fra i più grandi e prestigiosi del Nord Italia
L’operazione è stata presentata ieri pomeriggio nel centro di spiritualità di Santa Maria del Fonte dal rettore don Massimo Calvi, da monsignor Gianluca Gaiardi, incaricato diocesano per i beni culturali, dall’organista del santuario Marco Bianchi e da Marco Macchi, segretario amministrativo del luogo di culto mariano. Con loro anche il vescovo di Cremona Antonio Napolioni, in santuario per i lavori della Conferenza Episcopale Lombarda. “Ben venga –ha detto il vescovo- che quest’organo accompagni con tutta la sua potenza questo popolo che ha fede in Maria”.
E proprio per preservare lo straordinario patrimonio che uno strumento del genere rappresenta, ma anche per restituirgli quella pienezza sonora che lo ha reso celebre, che il restauro non è più rinviabile. A finanziarlo saranno i fondi dell’8 per mille elargiti dalla Cei che coprono fino al 70% della spesa totale ed il santuario che a tale scopo ha avviato la raccolta fondi denominata “6000 note per santuario. Ridai voce all’organo della basilica”, pensata per coinvolgere fedeli e pellegrini.
Il lavoro è stato affidato alla ditta Pietro Corna-costruzione e restauro organi a canne di Leffe, specializzata nel restauro di strumenti storici di grande complessità, e sarà realizzato sotto la supervisione della Soprintendenza di Bergamo e Brescia utilizzando materiali e tecniche specializzate per strumenti come questo.
Il restauro sarà articolato in tre lotti, distribuiti nell’arco temporale che va dal 2026 al 2029. Il primo lotto (2026/2027) inizierà a febbraio e riguarderà le fasi preliminari e strutturali: lo smontaggio dell’organo principale, il censimento e il restauro del canneggio, la predisposizione dell’interno della cassa con il restauro della manticeria e la preparazione della cassa del recitativo espressivo. Il secondo lotto (2027/2028) sarà invece dedicato agli aspetti meccanici ed elettronici dello strumento mentre il terzo (2028/2029) porterà a compimento l’intervento con il montaggio generale dell’organo seguito dalle delicate operazioni d’intonazione ed accordatura, fondamentali per restituire allo strumento la piena funzionalità e qualità sonora.
Infine, ecco qualche informazione sull’organo che, proprio perché avverrà per gradi, potrà essere suonato anche durante il restauro, pur coi limiti del caso.
L’organo attuale, realizzato da Balbiani Vegezzi Bossi, è datato 1955 ma è frutto di una stratificazione di interventi che attraversa quasi tre secoli di storia organaria. Tutto ha inizio nel 1742, quando Giuseppe e Andrea Luigi Serassi realizzano lo strumento originale insieme alla monumentale cassa lignea che ancora oggi lo custodisce. L’ultima grande riforma risale al 1955, quando i fratelli Balbiani Vegezzi Bossi di Milano riportano il positivo nella cassa monumentale installando una nuova consolle a 4 manuali. Vengono aggiunti anche un coro viole a 6 file e le campane tubolari, ampliando notevolmente le possibilità foniche dello strumento, che oggi però risulta essere estremamente compresso all’interno della cassa originale.