Agnadello, 20 gennaio 2026

(Gianluca Maestri) Anche la parrocchia di San Vittore ha festeggiato Sant'Antonio Abate, protettore degli animali. Lo ha fatto sabato, con una messa e con la benedizione dal sale, delle stalle e degli animali, in omaggio ad una tradizione secolare e ancora molto sentita ad Agnadello.

Ma per raccontare questa giornata cominciamo dalla funzione. È stata celebrata dal parroco don Marco Leggio alle 10 nella bella chiesetta di Sant’Antonio da Padova, nell’omonima località della campagna agnadellese, allestita con tanto di decori preparati dai residenti. E non poteva essere altrimenti dato il profondo significato devozionale di tale celebrazione. Allietata dalle note della tastiera suonata da Lucrezia Carolina Taglietti la messa è stata accompagnata da un chierichetto particolare, il gatto Tobia, adottato dalla gente di Sant’Antonio, presente ad ogni funzione che viene officiata in questa chiesetta.

A seguire, la benedizione del sale, tradizione ormai che si tramanda da tantissimi anni, secondo la quale il sale portato nelle stalle e mangiato dal bestiame, preservata gli animali per tutto l'anno dalle malattie.

Successivamente don Marco, accompagnato da alcuni agnadellesi, ha fatto visita a tutte le cascine del paese impartendo la benedizione a tutto il bestiame nelle stalle.

Alle 13.30 presso la chiesa parrocchiale di San Vittore, come tutti gli anni, si è tenuta la benedizione degli animali domestici. Quest'anno la partecipazione è stata maggiore che in passato. Don Marco ha ricordato ai presenti l'importanza degli animali domestici soprattutto nel mondo di oggi in quanto compagni di vita. Un ottimo aiuto per allontanare i cattivi pensieri. Il sacerdote ha anche sottolineato il grosso impegno di questi animali negli ospedali con la pet terapy e nell’aiuto-soccorso all’uomo. Inoltre ha ricordato come durante il periodo del Covid gli animali da compagnia abbiano svolto un fondamentale ruolo di sostegno nella solitudine di tante persone. Dopo aver consegnato le immaginette del Santo, don Marco ha improvvisato la canzone Ti ringrazio mio Signore, con note scandite da qualche abbaio e miagolio.

“È bene che tradizioni del genere –dicono i parrocchiani- vengano sempre conservate”.