Crema News - Crema - Fabbrica da incubo

Crema, 20 febbraio 2026

(Andrea Biraghi) Una 23enne romena residente a Crema è ritenuta la regista di uno sfruttamento che avrebbe coinvolto anche minori: bambini e ragazzi tra gli 8 e i 16 anni al lavoro tra presse e materie plastiche, senza protezioni, senza diritti e senza infanzia.

La straniera sarebbe la responsabile delle attività che si svolgevano in un capannone di Palazzolo sull’Oglio, in via Malogni, finito sotto sequestro dopo il blitz congiunto dei militari di Chiari, del Nucleo ispettorato del lavoro e della polizia locale. Sulla carta, l’attività era confezionamento di guarnizioni e lavorazioni plastiche. Nella realtà, si sarebbe trattato di un laboratorio clandestino nel quale lavoravano 23 cittadini moldavi senza documenti, reclutati e impiegati in condizioni degradanti.

L’indagine, avviata da verifiche comunali sulla gestione dei rifiuti, ha portato alla scoperta del laboratorio. Sul fronte dei minori, i lavoratori più giovani sono stati affidati ai servizi sociali del comune di Palazzolo sull’Oglio e inseriti in percorsi protetti; per gli altri lavoratori irregolari sono state avviate le procedure di regolarizzazione o allontanamento.

Gli accertamenti hanno portato anche all’arresto di un 40enne moldavo, già espulso e rientrato illegalmente in Italia. Per la 23enne residente a Crema c'è la denuncia per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, cioè caporalato.

Nel capannone sono emerse violazioni su sicurezza e igiene: impianti inadeguati, assenza di dispositivi e organizzazione del lavoro pericolosa. Risultato: oltre 100mila euro di sanzioni e sospensione immediata dell’attività.