Crema News - Crema - Posti pericolosi La ex Ferriera

 Crema, 18 maggio 2026

(Dario Dolci) “A Santa Maria ci sono zone di forte degrado e insicurezza, soprattutto dopo la chiusura del passaggio a livello, che ha ulteriormente isolato il quartiere. In particolare nei tre complessi abbandonati adiacenti alla stazione ferroviaria: l'ex pizzeria Lo Scoglio, l’ex Ferriera e l’ex Everest”.

La denuncia viene da Ilaria Chiodo, consigliere comunale della Lista Borghetti: “Il viale Santa Maria è diventato uno spazio morto, di scarsa se non assente frequentazione, più favorevole, di conseguenza, a chi ha comportamenti devianti. Lo Scoglio è in uno stato di totale abbandono, utilizzato in maniera impropria da persone senza fissa dimora, in condizioni igieniche e di sicurezza inaccettabili. Questo degrado contribuisce a creare un clima di insicurezza nel quartiere. La situazione dell’ex Ferriera è particolarmente allarmante e l’ex fabbrica è ora un rifugio per attività illecite, ciò che contribuisce a creare un clima di paura e insicurezza in chi abita nelle zone limitrofe. Idem per l’ex Everest, area che si affianca sul viale Santa Maria , dove la situazione è la medesima. Se aggiungiamo la situazione di piazza Di Rauso, vediamo che la tolleranza verso le forme di degrado ambientale rende un’area urbana terreno di coltura di attività delinquenziali”.

Fatta la denuncia, Chiodo suggerisce soluzioni: “Bisogna favorire la rigenerazione urbana di questa parte di città, attraverso la revisione del Pgt e la progettazione di nuovi spazi pubblici e verdi. La prima strada da percorrere consiste nel rigenerare gli edifici e gli spazi per restituire dignità e sicurezza ai residenti”. Tra i problemi della zona, la consigliera include la stazione, anch’essa emblema del degrado e dell'insicurezza.

“Persone sdraiate a terra e altre che bivaccano negli spazi comuni in un contesto di forte degrado e sporcizia, generano costantemente disagio e timore tra i cittadini. Le strategie attuali per la sicurezza urbana si stanno rivelando insufficienti, spesso limitate a interventi reattivi piuttosto che proattivi. È necessario affrontare le cause profonde del degrado, piuttosto che limitarsi a combatterne gli effetti. Ciò deve diventare una priorità per l'amministrazione comunale”.

Chiodo spiega in che modo: “La pianificazione urbana deve mirare a ridurre gli spazi morti all’interno della città e favorire la vitalità e la frequentazione degli spazi pubblici, creando un ambiente in cui la sorveglianza spontanea possa contribuire a una maggiore sicurezza”.