Crema, 16 luglio 2026
"Fatemi cambiare carcere: qui mi ammazzano".
E' la richiesta che l'avvocato Corrado Locatelli ha inoltrato al giudice a nome del suo assistito, Ndiaye Papa Mamadou, senegalese di 26 anni in carcere per l'omicidio di Youssef Rama Abdelaziz, avvenuto sabato notte in un vicolo che da viale Repubblica porta a via Cresmiero. Il senegalese teme per la propria vita restando nel carcere di Cremona e vorrebbe andare in un carcere a Varese o dintorni, visto che i suoi genitori abitano da quelle parti.
Dopo l'interrogatorio avvenuto ieri mattina in carcere dei tre fermati, stamane la giudice delle indagini preliminari Elisa Mombelli ha fatto sapere le sue risultanze. Bairon Hohksa e Elhaddad Ahmed Mamadu Moustafa Moustafa Ali sono liberi in quanto non hanno partecipato all'omicidio, ma sono stati solo spettatori, mentre ad accoltellare Abdelaziz è stato il solo Ndiaye. La decisione del giudice si è basata non solo sulle risposte che i tre hanno dato alle sue domande, ma anche e forse soprattutto in base ai filmati registrati dalle telecamere del supermercato nei pressi del quale è avvenuto il fatto. Dalle registrazioni si vedono i due gruppi incontrarsi (perché anche Abdelaziz non era solo) e quasi subito Abdelaziz colpire ripetutamente Ndiaye con una grossa catena e poi spruzzargli negli occhi lo spray al peperoncino. A quel punto Ndiaye ha preso il suo coltello è ha colpito a morte Abdelaziz. Subito dopo i tre se ne sono andati.
Secondo quanto ricostruito, i tre hanno raggiunto in auto Milano dove sono rimasti tutta la notte e poi avrebbero deciso di fuggire in Svizzera. E proprio alla fermata del bus sarebbero stati intercettati dai carabinieri. Riportati a Crema e fermati, avrebbero ammesso i fatti e rivelato ai carabinieri dove era stato gettato il coltello, permettendo il suo recupero.
Infine, questa mattina il giudice Francesco Sora ha dato l'incarico di eseguire l'autopsia al perito e l'esame autoptico è in programma domani.