Crema, 20 luglio 2026
Una preghiera per Youssef.
Questa mattina la comunità islamica ha dato l'ultimo saluto a Youssef Rama Abdelaziz, il ragazzo di 19 anni ucciso a coltellate la sera dell'11 luglio scorso da Ndiaye Papa Mamadou. Al centro islamico di via Rossignoli c'erano anche i giovani suoi amici che hanno atteso in silenzio l'arrivo della bara, portata al centro poco dopo le dieci. Prima ci sono state preghiere e canti, poi, con la bara avvolta in un drappo nero, le parole di chi ha voluto onorarne la memoria.
Il referente del centro Hamid Tahiri e l’imam Alì Elsonbati hanno annunciato la volontà della comunità islamica per una collaborazione con l’amministrazione comunale e il volontariato locale nell'intento di incanalare i giovani nella giusta via.
"Siamo pronti a dare una mano al comune - ha detto l'imam - e a tutte le istituzioni del territorio. La nostra comunità, in forte crescita, mette a disposizione le proprie strutture e risorse per accogliere i ragazzi, i minori e gli adolescenti in difficoltà. L’obiettivo è quello di offrire loro un percorso di formazione, sostegno e integrazione, lontano dalla strada", concetto già espresso la scorsa settimana e che vuole prendere forma al più presto. Si darà un accompagnamento educativo e psicologico: "Questo progetto vivrà in un ambiente sicuro. Siamo pronti a fare la nostra parte per il bene della comunità tutta".
Poi l'addio. La bara è uscita dal centro tra le lacrime dei due fratelli e degli amici di Youssef, per essere portata a Milano, dove un volo la accompagnerà in Egitto, dove Youssef troverà pace e sepoltura.
Intanto Ndiaye non è più nel carcere di Cremona. Stamane ha lasciato Ca' del Ferro per una destinazione al momento sconosciuta e che sarà comunicata al suo avvocato d'ufficio, Corrado Locatelli, solo domani.