Crema, 05 agosto 2026

Nasce con un obiettivo chiaro e urgente: opporsi con fermezza alla realizzazione di una strada e di un ponte all'interno del Parco del Serio. Il Comitato ‘SalvaParco’, formato da cittadini cremaschi di tutti i quartieri (di entrambe le sponde), sulla spinta del grande consenso raccolto in pochi giorni attraverso una petizione on-line, si ripromette di vigilare in qualunque modo su ogni passo che verrà compiuto dall’Amministrazione Comunale e dall’Ente Parco deputato alla protezione di questa area.

“Le conseguenze della realizzazione di una strada per automobili nel cuore verde della città ricadranno su tutti noi per decenni - afferma Rita Remagnino, portavoce del Comitato -. Innanzitutto avrà ripercussioni sulla salute dei Cremaschi: perché distruggere un intero ecosistema porterà a un netto peggioramento della qualità dell’aria e della qualità di vita a Crema. Per non parlare degli aspetti economici: il costo dell’opera peserà per molto tempo sull’intera comunità cremasca. Per questi motivi, prima di tutto, vorremmo riaccendere i riflettori sul ponte Cadorna e chiedere all’amministrazione di concentrare gli sforzi logistici ed economici sul problema principale e sul supporto alla comunità colpita. Senza crearne altri all’intera città “.

“Gli alberi – continua Rita Remagnino - sono cresciuti fino ad avere fusti molto alti con radici profonde, fondamentali per reggere il letto del fiume. Si tratta di un equilibrio delicatissimo. La vegetazione garantisce la stabilità degli argini, anche per questo nulla andrebbe toccato. In tempi di cambiamento climatico e alluvioni, le rive di un fiume non dovrebbero essere sottoposte ad alcuna modifica. Soprattutto al taglio di alberi e a lavori di cementificazione. Siamo convinti che la realizzazione di una strada che attraversi i campi, comportando il taglio di molti alberi e l’aumento di smog e rumore, allontanerà gli animali e renderà l’aria ancor più irrespirabile in Crema, compromettendo un equilibrio naturale che ha richiesto decenni per formarsi. Si tratterebbe di un danno definitivo: la natura non potrà essere ripristinata per magia e in tempi brevi, mentre la qualità dell’aria e la vivibilità di vaste aree di Crema peggiorerebbero sensibilmente, con ricadute nel lungo termine”.

Decisioni di questo tipo da parte dell’amministrazione comunale segneranno il volto della nostra città per generazioni. Lasceremo ai nostri figli una città molto più inquinata, senza aree verdi dove praticare sport in libertà, dove passeggiare in famiglia, dove accogliere le migliaia di turisti che considerano ormai Crema una meta molto appetibile, grazie anche ai percorsi ciclistici nel parco.

Il Comitato ‘SalvaParco’ non arretrerà e chiede che siano privilegiate soluzioni alternative che non compromettano il Parco e la salute pubblica.

La natura non conosce il significato della parola ‘provvisorio’.

“Il cartello che accoglie i frequentatori all’ingresso del Parco è emblematico e ci rappresenta - conclude Remagnino: ‘Divieto di transito ai mezzi a motore’. Così è stato finora e così è giusto che sia anche in futuro per le nuove generazioni”. 

Intanto le firme contro il ponte provvisorio nel parco stanno raggiungendo il numero di 1600.