Crema, 07 gennaio 2026

Attesa per la decisione del giudice in merito all’eventuale autopsia da eseguire sul cadavere di Sandro Dappié, l’uomo di 55 anni morto la sera dell’Epifania nella sua casa di Romanengo, andata a fuoco ieri sera intorno alle 20.30. Il cadavere è stato messo a disposizione del magistrato già nella tarda serata di ieri e resterà in obitorio fin tanto che il giudice non deciderà il da farsi.

La causa della morte appare chiara: l’uomo era nella sua camera da letto martedì sera quando si è sviluppato l’incendio nella parte alta, nella mansarda. Probabilmente Dappié si è accorto delle fiamme troppo tardi e forse ha cercato di mettersi in salvo, ma non c’è riuscito. Quando i vigili del fuoco sono arrivati sul posto, chiamati da un vicino che ha visto le fiamme, sono subito entrati nella casa e hanno trovato l’uomo a terra a faccia in su in prossimità del suo letto e con notevoli bruciature. Immediatamente trasportato fuori dalla sua abitazione, Dappié è stato consegnato ai soccorritori. Che però non hanno potuto far altro che decretarne la morte. Da un primo esame del cadavere è stata notata una piccola ferita sulla fronte che potrebbe anche non essere attribuibile a una caduta intervenuta durante il tentativo di fuga, ma a un piccolo incidente domestico o sul lavoro, successo poco prima.

In merito alle cause che hanno innescato l’incendio, stanno indagando i vigili del fuoco. Al momento si sa che nella mansarda non c’era alcuna stufa e che sembra che le fiamme non siano scaturite da un corto circuito. Esclusa dai pompieri anche l’origine dolosa.

I vigili del fuoco, per spegnere l’incendio e mettere in sicurezza l’abitazione, hanno lavorato fino alle tre del mattino. Al termine hanno ispezionato la casa e l’hanno dichiarata al momento inagibile.

Sandro Dappié era originario del piacentino e si era trasferito a Romanengo per motivi di lavoro. Vedovo e senza figli, il 55enne lavorava presso una ditta del paese. Era ben visto e apprezzato da tutti.

I familiari, tutti residenti nel piacentino, attendono la liberazione della salma e poi organizzeranno le esequie che si celebreranno nel paese d’origine della vittima.