Crema, 12 luglio 2026
Si chiamava Youssef Rama Abdelaziz e non compirà più vent’anni. Perché è stato ammazzato la notte scorsa a coltellate.
Ennesimo, grave, episodio di violenza tra giovani, in netta prevalenza stranieri, che ha portato a un secondo omicidio, dopo quello del 6 aprile che ha visto come vittima un altro 19enne egiziano Hamza Salama, finito a sprangate da un ragazzo minorenne.
Anche stavolta la vittima è un ragazzo egiziano finito sotto i colpi di tre ragazzi, da 23 a 25 anni, che lo hanno affrontato, portato in una via di collegamento da viale Repubblica a via Cresmiero, siamo a un passo dal centro città e lì lo hanno accoltellato. Il ragazzo, ferito gravemente ha tentato di sottrarsi, i tre assalitori sono subito fuggiti. Qualcuno ha dato l‘allarme e sono arrivate auto medica e ambulanza della Croce Verde di Crema. Immediatamente si è capita la gravità delle ferite del giovane che è stato subito portato al pronto soccorso dell’ospedale, poche centinaia di metri. Ma qui il giovane ha cessato di vivere dopo pochi minuti.
Intanto sul luogo del delitto sono arrivati i carabinieri. Dapprima il capitano della compagnia di Crema Armando Laviola, quindi il tenente colonnello Massimiliano Girardi, comandante del nucleo investigativo di Cremona e poi il magistrato Alessio Dinoi.
In breve si è dato un nome alla vittima e anche ai tre giovani che lo hanno assaltato. Subito è stata caccia all’uomo, mentre sul posto sono continuate le indagini.
Ben presto si è saputo che Abdelaziz era uno dei quattro ragazzi che due settimane fa aveva partecipato al raid in piazza Di Rauso. Lui e altri tre giovani stranieri erano rimasti nell’androne di un palazzo in attesa che uscissero da casa due ragazzi per regolare con loro i conti. Adbelaziz la mattina seguente era stato male perché aveva respirato troppo protossido, la droga della risata ed era stato portato via in ambulanza; un secondo ragazzo era stato denunciato dai carabinieri perché trovato in possesso di una mazza e poi la sera stessa, sempre nei pressi di piazza Di Rauso, era stato arrestato perché trovato in possesso di 15 dosi di cocaina. Il magistrato gli aveva imposto il divieto di uscire la sera, ma lui se ne era altamente fregato, tanto che venerdì notte era stato trovato fuori casa e arrestato e il magistrato lo aveva messo agli arresti domiciliari.
Intanto le ricerche dei tre e dell’arma del delitto (o le armi, visto che secondo quanto è trapelato, i coltelli li avevano due persone). Nel tardo pomeriggio è arrivata la notizia che i tre erano stati rintracciati e fermati dai carabinieri della compagnia di Crema e del nucleo operativo di Cremona. I ricercati , due stranieri e un italiano, avevano vagato nelle province limitrofe a Crema per poi dividersi e venire infine rintracciati e fermati. Domani il magistrato andrà a interrogarli.
Alti i gridi della politica, in particolare quello di Ilaria Chiodo consigliere d’opposizione che abita in piazza Di Rauso: “Quando i quattro erano nell’androne del caseggiato per la resa dei conti con i ragazzi che abitano lì, ci ho parlato insieme, ho chiesto al comune di inviare un educatore di strada perché avevo intravisto la possibilità di recuperare proprio Youssef. Ma la risposta del comune è stata che sabato e domenica gli educatori di strada non ci sono…”.