Crema, 27 marzo 2026
(Dario Dolci) ‘Homo sum’.
E’ questo il tema di quest’anno della Notte nazionale del liceo classico, tenutasi oggi e alla quale ha aderito l’istituto Racchetti-da Vinci. ‘Homo sum’, vale a dire sono un essere umano, ha ispirato le performances che gli studenti hanno proposto al pubblico. Alla cerimonia di apertura della XII edizione, preceduta da un balletto coreografato da Silvia Illari, hanno fatto seguito un quadro coreografico di annuncio del tema e i saluti del dirigente scolastico Claudio Venturelli, del vescovo Daniele Gianotti, del presidente dell’Associazione ex alunni del Racchetti, Pietro Martini, dell’assessore all’Istruzione Emanuela Nichetti e del rappresentante del Provveditorato Giuseppe Bonavita. Dopo un paio di preludi canori, sono iniziate le varie rappresentazioni proposte dalle nove classi: letture animate, concerti e performance, mostre fotografiche e arti visive, degustazioni ispirate al mondo antico, incontri con gli autori, presentazioni di libri, conferenze, dibattiti e letture di poesie. Dopo alcuni intermezzi musicali, le rappresentazioni si sono spostate in palestra, dove ci sono state la celebrazione del DanteDì, un’esibizione al pianoforte di Beatrice D’Errico, l'esecuzione del brano Anime perse, presentato all’Agon eschileo a Gela e quella del gruppo KuKlops. Il punto di partenza della manifestazione è stato la domanda di Diogene ‘Dove sei, uomo?’.
Leggere i classici oggi significa rispondere a questa domanda antica e sempre nuova, aprire la porta allo straniero, dare ospitalità a un sopravvissuto, ascoltare la voce di chi, da lontano, continua a insegnarci come vivere insieme. La Notte nazionale del liceo classico raccoglie questa eredità, trasforma i testi e le idee in parola viva, gesto, performance.