Sergnano, 11 marzo 2026
(Annalisa Andreini) Tutto esaurito per la serata Opinioni a confronto sul Referendum costituzionale confermativo del 22 e 23 marzo il merito alla separazione delle carriere fra pm e giudici.
Due le parti organizzatrici dell’incontro, che ha visto una numerosa partecipazione al centro polifunzionale di Sergnano: per il Sì Ginevra Zaghen mentre per il No Carla Spelta e Davide Pavesi.
Quattro i relatori moderati da Paolo Gualandris: per il No il giudice del Tribunale di Bergamo Elena Kildani e il segretario provinciale dei giovani democratici Matteo Cicognini, mentre per il Sì la presidente della Camera penale di Crema e Cremona Micol Parati (avvocato) e il coordinatore cittadino di Gioventù nazionale Matteo Carotti.
L’avvocato Parati ha definito la riforma necessaria mentre di parere opposto la giudice Kildani, perché non serve all’ammodernamento e non migliora i tempi molto lunghi della giustizia. "Le sentenze del giudice, se non soddisfano la difesa o l’accusa, si possono impugnare in Corte d’Appello e in Cassazione. È dunque pericoloso partire dal presupposto che sia dubbia la terzietà del giudice. Non viviamo da decenni con giudici non imparziali”.
Per Micol Parati la situazione è diametralmente opposta: “Non è una riforma contro la magistratura ma il sistema potrebbe favorire, anche in un solo caso, un appiattimento del giudice sulle posizioni del pm”. Il fulcro del Sì, quindi, ruota intorno alla questione che il giudice non debba mai essere condizionato da un pm.
Altro argomento è stato quello dei frequenti errori giudiziari. Secondo Cicognini non è sufficiente sdoppiare le carriere di giudici e pm ed è invece importante intervenire sul Codice di procedura penale. Secondo Carotti invece la riforma può incidere sull’ingiusta detenzione poiché per le misure di custodia cautelare in carcere il Gip accoglie quasi sempre la richiesta del pm e attualmente il 40% dei casi viene poi assolto.