Lodi, 23 gennaio 2026
(Andrea Biraghi) Lodi è tra le città lombarde più colpite dallo smog in questo avvio di 2026. Secondo un report diffuso da Legambiente Lombardia, il capoluogo lodigiano si colloca al quinto posto per numero di giorni di superamento della soglia critica di 50 microgrammi per metro cubo di PM10, con 11 sforamenti registrati tra il 1° e il 20 gennaio.
Un dato che colloca Lodi davanti a Milano, ma dietro a città come Monza e Mantova, e che conferma una situazione definita “preoccupante” dall’associazione ambientalista. Ancora più critico il quadro delle concentrazioni medie annue di PM10: Lodi è terza in Lombardia, con una media di 53 microgrammi per metro cubo, secondo i dati elaborati da Arpa Lombardia e rielaborati da Legambiente.
Il report evidenzia come, dopo un 2025 che aveva mostrato segnali di miglioramento, l’inizio del 2026 segni un netto peggioramento. “Siamo di fronte a un possibile ritorno della mal’aria”, avverte Legambiente, sottolineando come l’esposizione prolungata alle polveri sottili resti ben al di sopra dei limiti fissati dalla normativa.
La soglia di riferimento per la media annua è di 50 microgrammi per metro cubo, ma in diverse città lombarde il valore risulta ampiamente superato. Oltre a Lodi, le situazioni più critiche si registrano a Monza e Mantova, mentre fanno eccezione solo alcune realtà come Varese e Lecco. Il confronto con gli obiettivi europei rende il quadro ancora più allarmante: la nuova direttiva Ue fissa infatti a 20 microgrammi per metro cubo il valore da raggiungere entro il 2030, un traguardo che oggi appare lontano.
Secondo Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia, i miglioramenti registrati negli ultimi anni non sono sufficienti a compensare i danni sanitari legati all’inquinamento atmosferico. Per questo l’associazione chiede politiche più incisive, a partire dalla riduzione del traffico motorizzato nei centri urbani e lungo le principali arterie stradali.
Accanto alla mobilità, Legambiente indica come priorità un’accelerazione sulla transizione elettrica, sia nel settore automobilistico sia negli edifici, con il passaggio a sistemi di riscaldamento più efficienti rispetto a stufe e caldaie tradizionali. Un’attenzione particolare viene infine riservata ai capoluoghi della bassa pianura – tra cui Lodi, Cremona e Mantova – dove, oltre al traffico, incide anche la concentrazione di allevamenti intensivi.