Mulazzano, 03 maggio 2026

(Andrea Biraghi) Sarah Ernani e Alexandru Viorel Ikoim sono morti nella notte dopo essere usciti di strada con lo scooter lungo la comunale 704, la strada che collega Tribiano a Mulazzano, al confine con il territorio lodigiano. Lei abitava a Salerano sul Lambro, lui a Tribiano: erano fidanzati.

Secondo le prime ricostruzioni, i due viaggiavano in sella a uno scooter quando il mezzo è finito fuori strada, terminando la corsa in un fosso asciutto ma profondo che costeggia la carreggiata. Nell’impatto lo scooter avrebbe urtato contro una struttura di cemento.

La tragedia è stata scoperta solo domenica mattina. A dare l’allarme è stata una donna che stava facendo jogging: ha notato lo scooter nel fosso e i corpi poco distanti, chiamando il 112.

Sul posto sono intervenuti i soccorritori del 118, i vigili del fuoco da Milano Messina e i carabinieri della Compagnia di San Donato Milanese. Per Sarah e Alexandru non c’era più nulla da fare. La morte risalirebbe a diverse ore prima, verosimilmente durante la notte.

Sarah Ernani era nata a Vizzolo Predabissi e viveva a Salerano sul Lambro. A ottobre avrebbe compiuto 25 anni. Alexandru Viorel Ikoim, di origini romene, viveva invece a Tribiano e il prossimo 28 maggio avrebbe compiuto 26 anni.

Gli accertamenti sono ancora in corso per ricostruire con precisione l’orario dello schianto e la dinamica dell’uscita di strada. La posizione isolata del tratto, poco battuto durante la notte, avrebbe ritardato la scoperta dell’incidente.

La morte di Sarah ha colpito profondamente Salerano sul Lambro. “Era una ragazza che è sempre vissuta qui, ha frequentato le scuole qui e aveva tanti amici coetanei in paese”, ha spiegato la sindaca Stefania Marcolin. “È una notizia traumatica per la comunità. Stento ancora a crederci”.

Marcolin ha poi richiamato il dolore della famiglia e il legame stretto dei piccoli paesi: “Non riesco a immaginare come i genitori, i nonni, gli zii e i cugini possano sopportare un dolore così grande. Cercheremo di stargli vicino, perché quando le comunità sono così piccole sono come grandi famiglie allargate. È una perdita per tutta la comunità”.