Crema News - Cremona - Sequestrata e violentata per ore

Cremona, 22 aprile 2026

(Andrea Biraghi) Due condanne e un’assoluzione per la violenza subita da Laura, nome di fantasia, 44enne italiana. Il tribunale ha condannato George, 40 anni, romeno, già in carcere, a 14 anni, e il connazionale Daniel, 34 anni, anche lui detenuto, a 10 anni e 8 mesi.

Le pene sono più alte rispetto alle richieste del pubblico ministero Francesco Messina, che aveva chiesto 9 anni per George e 5 anni e 6 mesi per Daniel. Per George è stata revocata anche la sospensione condizionale concessa con un’altra sentenza. Per entrambi sono stati disposti l’espulsione e il risarcimento di 10mila euro alla vittima, parte civile con l’avvocato Antonella Viola, di Lodi. Un terzo connazionale è stato assolto per non aver commesso il fatto, come chiesto dallo stesso pm.

I fatti risalgono al 15 luglio 2023. Laura aveva un appuntamento con un’amica a una festa di paese nel Lodigiano. Dopo aver salutato l’amica, era rimasta con un conoscente svizzero, un animatore incontrato in vacanza e di passaggio nella zona, con cui era andata in un night club del Lodigiano. Aveva bevuto molto e si era poi svegliata in auto: aveva chiesto un passaggio ad alcuni uomini conosciuti nel locale, mentre l’amico svizzero era sparito.

Invece di essere riaccompagnata a casa, è stata portata nell’abitazione di George, nel cremonese, dove è rimasta dalle 7 del mattino alle 5 del pomeriggio. Durante il tragitto, i tre uomini avrebbero scherzato sul fatto che fosse troppo ubriaca per essere riportata subito a casa.

Uno degli imputati aveva descritto la serata come un contesto di alcol, droga e rapporti consenzienti, versione non accolta dal tribunale. Secondo la ricostruzione processuale, in casa i due avrebbero insistito perché accettasse un rapporto sessuale, offrendole anche denaro e sostenendo di averla scambiata per una escort. Lei avrebbe continuato a rifiutare, chiedendo solo di tornare a casa.

Il terzo uomo presente avrebbe cercato di fermare i due compagni, senza riuscirci. E' stato stabilito che Laura non era libera di lasciare l’abitazione: la porta d’ingresso era chiusa a chiave. Poi l’uomo indicato come il più insistente, George, l’avrebbe sollevata di peso e portata in camera da letto.

Laura riuscì a liberarsi solo nel pomeriggio. Venne soccorsa in strada, dove venne trovata scalza, in lacrime e impaurita. Alla lettura della sentenza la vittima non era in aula. Ai giudici aveva spiegato di voler chiudere questa storia e proseguire il percorso al centro antiviolenza.

La parte civile ha accolto con soddisfazione la decisione e l'avvocato Viola ha sottolineato il peso della paura di non essere credute o di essere giudicate.