Youssef Rama Abdelaziz, ultimo saluto
Crema, 20 luglio 2026
Addio a Youssef.
Il centro islamico diventa ancora una volta teatro di un ultimo saluto a un giovane vittima di un grave fatto di sangue.
Youssef Rama Abdelaziz verrà salutato dalla sua comunità stamane alle 9.30, per poi partire per l'Egitto dove ad aspettarlo ci saranno i suoi genitori, rimasti in patria.
Qui stamane ci sarà la comunità islamica che ascolterà ancora una volte le parole di pace che però non basteranno a spegnere il dolore per la perdita di un altro giovane. Anche lui di 19 anni, come Hamza Salama; anche lui ucciso in mezzo alla strada. Il primo ammazzato a sprangate in testa in via Brescia, il lunedì dell'Angelo, 6 aprile; il secondo ammazzato a coltellate al culmine di una lite. Entrambe i responsabili sono in carcere in attesa di giudizio; il primo Sami M., marocchino, minorenne all'epoca dei fatti, è nel carcere di Beccaria a Milano; il secondo Ndiaye Papa Mamadou, senegalese di 26 anni, è nel carcere di Cremona, dal quale ha chiesto di andarsene perché teme per la sua vita e di essere mandato in galera a Varese o a Busto Arsizio, vicino a dove abitano i suoi genitori. Probabilmente sarà accontentato già questa settimana e comunque è sottoposto a vigilanza, visto le presunte minacce che avrebbe ricevuto.
La salma di Youssef è stata riconsegnata alla famiglia venerdì pomeriggio. Qui in Italia Youssef viveva in viale Repubblica con i suoi due fratelli maggiori. Lunedì avrebbe cominciato il suo primo giorno di lavoro in un'azienda di Bergamo. Curiosa coincidenza: anche Hamza avrebbe dovuto cominciare a lavorare il giorno successivo al suo omicidio.
Sabato i parenti hanno dato vita al rito del lavaggio della salma, per prepararla al funerale. Secondo il rito musulmano chi muore deve essere sepolto entro le 24 ore dal decesso, ma in questo caso non è stato possibile perché il cadavere era in mano alla magistratura per far eseguire l'autopsia. Di qui, la necessità di procrastinare tutto a dopo la restituzione del cadavere.
Oggi, dunque, l'ultimo saluto al centro islamico di via Rossignoli, dove la bara attende le orazioni funebri per poi partire per Milano e da lì, con un volo, per Il Cairo.
La famiglia, sul fronte giudiziario, si è mossa e ha dato incarico all'avvocato penalista torinese Roberto Saraniti di tutelare i suoi interessi. Dopo gli interrogatori, in carcere resta solo Mamadou, mentre gli altri due arrestati dopo l'interrogatorio sono stati liberati.