Crema, 18 marzo 2026

(Francesco Carrubba) Lodi è il capoluogo con la peggior qualità dell'aria in Lombardia. Seguono Monza e Cremona, con ai piedi del podio Milano e Mantova. La centralina nella cittadina di Soresina, considerata la più rappresentativa del ‘distretto zootecnico’ regionale, conferma anche quest’anno dati pessimi sull’inquinamento da polveri sottili (PM10).

In particolare, Lodi e Cremona risentono delle emissioni da allevamento: la Lombardia è tra le regioni con il maggior carico di animali allevati in Europa. A spiegarlo è il bilancio consuntivo invernale di Legambiente su dati Arpa, che evidenzia un forte peggioramento generale della qualità dell'aria nella regione.

“I dati sono testardi e vanificano l’ostinazione con cui l’assessorato regionale all’agricoltura nega ogni addebito circa le responsabilità dell’allevamento intensivo sulla qualità dell’aria - dichiara Damiano Di Simine, responsabile scientifico di Legambiente Lombardia - “Di certo, le emissioni da traffico stradale restano il primo fronte utile per la riduzione delle emissioni, ma è fuori discussione il fatto che il numero eccessivo di animali nei grandi allevamenti amplifica e aggrava i livelli di inquinamento dell’aria respirata dai cittadini della Bassa lombarda”.

Nel complesso, quasi tutti i valori delle centraline di misura di ARPA sono in deciso peggioramento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Pesano le emissioni da allevamenti, da combustione di biomasse legnose e soprattutto da traffico veicolare motorizzato, come testimonia il dato della centralina di Milano-Viale Marche, sulla trafficatissima circonvallazione della città di Milano, che a fine inverno ha già totalizzato 39 giornate di superamento della soglia di esposizione acuta, in pratica aria tossica per più di un giorno ogni due, collocando il capoluogo lombardo tra le località ‘fuori legge’.