Il laghetto dell'ex Cava Alberti
Crema, 20 maggio 2026
(Dario Dolci) Serviranno non meno di 1.8 milioni di euro per bonificare l’area della ex Cava Alberti. E’ questo il risultato delle indagini che sono state svolte dopo che Ettore Aschedamini, il 2 maggio del 2022, aveva presentato un esposto, denunciando la presenza di materiali inquinanti nella ex cava di ghiaia, già chiusa da tempo dopo il fallimento dell’impresa che aveva la licenza per l’estrazione.
A distanza di quattro anni, si è tenuta la prima udienza del processo. I magistrati hanno ascoltato lo stesso Aschedamini oltre all’attuale proprietario Davide Ogliari, che nel settembre del 2021 aveva acquistato l’area all’asta per circa 225mila euro e i responsabili dell’Arpa. Era presente anche l’avvocato del curatore fallimentare.
La discarica, che a suo tempo era autorizzata, è chiusa dal 1999. Su quanto sia accaduto dopo la vendita all’asta dell’area ci sono versioni discordanti. Una parte afferma che nulla è stato più toccato, un’altra parla invece di altri versamenti di materiali.
Il monitoraggio satellitare che era stato attivato dirà chi ha ragione.
Prossimamente verranno sentiti anche il presidente e la direttrice del parco del Serio, Basilio Monaci e Laura Comandulli, in quanto la ex Cava Alberti rientra nell’area protetta. L’ente Parco era pronto ad acquisire buona parte della ex cava da Ogliari (era già stato firmato un preliminare), ma la presentazione dell’esposto da parte di Aschedamini ha bloccato l’acquisto che era stato deliberato dall’assemblea dei sindaci.
In tribiunale se ne riparla a febbraio.