Rivolta d’Adda, 04 novembre 2026
(Gianluca Maestri) Un bene confiscato alla mafia diventa un servizio per le famiglie. Sarà un asilo nido che dopo i necessari lavori di ristrutturazione troverà posto al civico 9 di via Modigliani, in una villetta ottenuta dal comune dall’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata che lo scorso 1° ottobre ha trasferito l’immobile nella disponibilità del patrimonio indisponibile dell’ente con sede in piazza Vittorio Emanuele II per il perseguimento delle finalità sociali consistenti nella realizzazione di progetti dedicati all’erogazione di servizi a sostegno dell’infanzia.
Nei giorni scorsi sono state consegnate anche le chiavi, consentendo al comune di entrare ufficialmente nella disponibilità della villetta.
Il prossimo passaggio consisterà nella sua ristrutturazione e nel suo adeguamento agli standard e alle esigenze di un servizio educativo per la prima infanzia. L’amministrazione comunale si sta già attivando per individuare le possibili fonti di finanziamento necessarie a sostenere l’intervento.
“La realizzazione di un nuovo asilo nido – afferma il sindaco Calvi - risponde a un’esigenza concreta delle famiglie rivoltane. L’offerta attualmente presente sul territorio, costituita da due strutture, non è infatti sufficiente a soddisfare la domanda. Per questo motivo, ogni anno il comune deve sottoscrivere numerose convenzioni con diversi asili nido dei paesi limitrofi ai quali molte famiglie devono rivolgersi per trovare un posto per i propri figli. Una volta completati i lavori, l’intenzione è quella di affidare la gestione del nuovo servizio attraverso una procedura di gara stipulando successivamente una convenzione con il soggetto gestore individuato. Le convenzioni con le strutture dei comuni limitrofi resteranno attive fino a quando sarà necessario, mentre quelle con gli asili nido già operanti a Rivolta saranno mantenute”.
Quanto alla villetta in questione, nel dicembre 2022 un’operazione della squadra mobile di Milano coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia aveva portato all’arresto di diverse persone sospettate di essere legate alla cosiddetta “locale di Pioltello”, riconducibile al clan Maiolo. Tra le persone coinvolte vi erano anche alcuni residenti a Rivolta d’Adda. Le successive vicende giudiziarie hanno portato alla confisca, tra gli altri, dell’immobile di via Modigliani.
“Restituire questo immobile alla collettività, trasformandolo in un luogo dedicato all’infanzia e alle famiglie - continua Calvi, - assume quindi un significato che va oltre la realizzazione di un nuovo servizio. Significa affermare concretamente che i beni sottratti alla criminalità organizzata possono e devono tornare a essere una risorsa per il territorio e per i suoi cittadini”.