Rivolta d’Adda, 19 settembre 2026

(Gianluca Maestri) Addio ad una persona perbene, un uomo d'altri tempi. È morto ieri Sigfrido Corciulo. Aveva 82 anni. Oggi pomeriggio, alle 15, nella basilica di Santa Maria e San Sigismondo, si terranno i funerali.

Ivan Losio, ex presidente della consulta della cultura, lo ricorda così: “Salentino doc, era orgoglioso di potersi annoverare come vero rivoltano pur essendo la sua terra d'origine a migliaia di chilometri di distanza: di Rivolta amava la gente, la storia, i monumenti, il territorio, persino il particolare dialetto, materia per la quale ha dedicato molto tempo a leggere, studiare, esercitarsi e ricercare. Ha dovuto lasciare la sua terra giovanissimo per dedicarsi al lavoro di saldatore fino a migrare anche all'estero, un lavoro semplice e umile che lui ha saputo ben presto trasformare in arte. Non si è ingegnato, infatti, a fare solo il pittore e lo scultore, ma si è distinto anche nell'arte di modellare i metalli: mostrava sempre con orgoglio la fotografia di un Cristo Risorto alto tre metri benedetto nientemeno che da San Giovanni Paolo II. Scriveva romanzi, stendeva racconti e componeva poesie. Andava orgoglioso del suo nome di battesimo, nobile e altisonante, che riporta all'antica saga dei Nibelunghi oltre che alle grandiose opere musicali di Wagner: alcune di queste le sapeva a memoria. Parlava fluentemente il tedesco, il francese e di recente si era appassionato di spagnolo”.

Indimenticabili anche le sue esibizioni alle serate dialettali nel corso delle quali, con non poco impegno, si dilettava a sfoggiare i suoi progressi nelle letture in dialetto rivoltano, naturalmente condite dell'immancabile, simpatico e coinvolgente accento pugliese.