Crema, 30 marzo 2026
“L’escalation del conflitto, con il coinvolgimento diretto dell’Iran e di altri Paesi del Golfo, sta influenzando le aspettative sui tassi. Le tensioni nell’area stanno infatti spingendo al rialzo i prezzi di petrolio e gas e rischiano di compromettere le catene di approvvigionamento globali, con possibili effetti sull’inflazione. Le Banche Centrali potrebbero essere costrette a un’inversione di rotta della loro politica monetaria anche se nella riunione del 19 marzo la Banca Centrale Europea, con riferimento al conflitto in Medio Oriente e in linea con quanto fatto ieri dalla Fed, ha mantenuto i tassi d'interesse fermi", afferma Oscar Cosentini, presidente Kìron Partner.
“Un contesto inflattivo più complesso inciderebbe quindi sul mercato dei mutui con un possibile rallentamento della domanda, soprattutto da parte di chi necessita di un finanziamento consistente. Le pressioni sui prezzi si inseriscono in un quadro caratterizzato da anni difficili per il potere d’acquisto delle famiglie che, di fronte a una prospettiva peggiorativa dei loro bilanci, potrebbero sperimentare un calo di fiducia e accentuare un comportamento di attesa rispetto all’acquisto della casa. Al tempo stesso però l’immobile continua a essere percepito come un bene rifugio per i risparmi”, spiega Fabiana Megliola, Responsabile Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa.