I saldi di Consorzio.it

Casale Cremasco, 12 maggio 2018

Nel pianeta delle partecipate ci mancavano i saldi di primavera. Consorzio.it ha provveduto a colmare la lacuna.

E’ successo che il regolamento Ue2016/79 obbliga i comuni ad attivare entro il 25 maggio alcune procedure in materia di riservatezza e protezione dei dati personali.

Il 17 aprile Consorzio.it invia un’offerta per l’attuazione di tale regolamento il cui acronimo fa Gdpr (General Data Protection Regulation).

La proposta è suddivisa in due parti.

La prima interessa l’attività di analisi e adeguamento al Gdpr, a sua volta composta da due voci: assistenza e consulenza legale e assistenza e consulenza informatica.

La seconda, riguarda la nomina di un responsabile della protezione dei dati,il Dpo (Data Protection Officer).

II 20 aprile Consorzio.it manda ai comuni una comunicazione con l’annuncio di una «campagna promozionale valida fino al 5 maggio», giorno della morte di Napoleone, ma anche della nascita di Carlo Marx. L’iniziativa prevede uno «sconto del 50 per cento sulla voce relativa all’incarico di 24 mesi per il servizio Dpo». In neretto viene precisato: «Il primo anno il servizio sarà quindi gratuito».

Il 2 maggio presso la sede di Scrp, promossa da Aldo Casorati, coordinatore dell’Area omogenea, si tiene un’assemblea di sindaci per discutere dell’offerta di Consorzio.it.

Il 10 maggio Casorati scrive ai sindaci e annuncia che Consorzio.it ha rivisto al ribasso anche la voce riferita all’attività di analisi e adeguamento al Gdpr. Casorati allega l’elenco di tutti i comuni aderenti a Consorzio.it con i relativi costi ridotti e il confronto con la tariffa del 17 aprile e sottolinea che lo sconto si aggira tra il 34 e il 36,7per cento in base al numero dei comuni che accettano l’offerta.

Il 50 per cento di sconto per la nomina del Dpo parrebbe prorogata, anche se nella comunicazione di Casorati non è esplicitato in maniera precisa e insindacabile.

Se l’impegno del presidente dell’Area omogenea merita un elogio, non altrettanto si può affermare per Consorzio.it che, invece, insiste in comportamenti già criticati nel passato.

Con ordine.

Punto uno. Dal 17 aprile al 10 maggio sono trascorsi ventitre giorni e l’offerta è già cambiata due volte. Anzi tre, se si considera che la scadenza relativa al Dpo è stata prorogata.

E’ da maramaldi - e dispiace esserlo - ma è impossibile non ricordare la vicenda dei varchi elettronici, progetto del Consorzio.it modificato più volte, e con il numero delle telecamere previste tanto ballerino da assomigliare a una pallina del caro vecchio flipper, 20 nel progetto iniziale, oltre 60 in quello finale. La moltiplicazione dei pani e dei pesci.

Punto due. Se in meno di trenta giorni il prezzo dell’offerta è crollato del 50 per cento per il Dpo e dal 34 al 36,7 per cento per la restante attività, qualcosa non quadra.

Se, invece quadra, doverose scuse per avere dubitato di un possibile errore di Consorzio.it e l’umile richiesta di essere edotti della magia che ha permesso l’abbattimento dell’offerta con una velocità più confacente a Beep Beep che a una società di qualsiasi tipo essa sia.

Punto tre. Se qualcosa non ha funzionato quali sono le cause dell’errore? O è stato sbagliato il calcolo iniziale dell’offerta. O si voleva lucrare troppo senza considerare la concorrenza. O si presupponeva che i comuni aderissero in silenzio alla proposta iniziale, come i carabinieri che sono usi a ubbidir tacendo. Potrebbero esserci altre ipotesi, ma non è importante. Più utile scoprire l’errore per non ripeterlo.

Punto quattro. Al di là del maxisconto e della tempistica, esiste un problema di fondo, un peccato originale che caratterizza Consorzio.it ed evidenziato dallo stesso Casorati là dove scrive: «La rimodulazione interessa tutti i Comuni e in maniera più sostanziale i piccoli comuni che risultavano maggiormente penalizzati».

Era già successo con l’introduzione di Pago Pa, il servizio di pagamento elettronico per le pubbliche amministrazioni. Come allora, anche per l’attuazione del Gdpr le offerte sono suddivise per fasce d’abitanti. Due calcoli e si scopre che i comuni più piccoli sono quelli, per dirla, con Casorati, più penalizzati.

Un esempio. Nell’offerta del 17 aprile, l’assistenza legale per un comune di 12 mila abitanti veniva calcolata a 0,46 euro pro capite. Per un comune di 2mila il prezzo saliva a 1,73. Dopo l’intervento di Casorati la forbice si è ristretta ma il divario rimane. Nella proposta inviata da Consorzio.it non è indicata l’offerta per i comuni superiori ai 20mila abitanti. Perché?

Quale modello è stato preso in considerazione per ottenere l’eccezionale performance sopra decritta? Sarà stato mutuato dagli insegnamenti di un master di gestione aziendale o di marketing della Bocconi, o dalle tecniche degli extracomunitari che vendono accendini e collanine nel piazzale dell’ospedale?

E se Bocconi ed extracomunitari non c’entrassero? E se gli sconti fossero derivati dalla necessità di Consorzio.it di acquisire commesse dai soci? Consorzio.it è, infatti, una società in house e, come tale, per legge l’ottanta per cento del proprio fatturato dovrebbe essere «effettuato nello svolgimento dei compiti a essa affidati dall’ente pubblico o dagli enti pubblici soci». E’ così? O no?

Come piace a quelli di sinistra, si apra un dibattito. Come piace ai politici, si istituisca un tavolo di confronto. E poi non si cambi nulla.

Antonio Grassi

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