Crema News - Dal territorio - Rapina in banca, dipendenti chiusi per due ore in uno sgabuzzino La filiale di Sant'Angelo Lodigiano

Sant’Angelo Lodigiano, 21 settembre 2026

(Andrea Biraghi) È entrato da solo in banca, travisato con una parrucca e un cappello, e per circa due ore ha tenuto sotto scacco i dipendenti aspettando che si aprissero le casse temporizzate. Rapina nel primo pomeriggio alla filiale UniCredit di via Madre Cabrini, dove un uomo di mezza età è riuscito a impossessarsi del denaro e a fuggire prima dell’arrivo dei carabinieri. Nessuno è rimasto ferito.

Il bandito sarebbe entrato dopo le 13, durante la pausa pranzo, quando all’interno si trovavano tre o quattro dipendenti. Non avrebbe portato con sé un’arma: una volta dentro avrebbe preso una forbice trovata su una scrivania e l’avrebbe utilizzata per minacciare il personale.

I dipendenti sono stati quindi chiusi in uno sgabuzzino mentre l’uomo attendeva l’apertura delle casse temporizzate. Un’attesa durata complessivamente circa due ore, al termine della quale il rapinatore ha preso il denaro disponibile e si è allontanato. L’entità del bottino deve ancora essere quantificata.

Una volta scattato l’allarme, sul posto sono arrivati i carabinieri della Compagnia di Lodi. I militari hanno acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza della filiale e della zona per ricostruire gli spostamenti dell’uomo prima e dopo il colpo. I dipendenti coinvolti sono stati accompagnati in caserma per raccogliere le loro testimonianze.

Sul caso è intervenuta anche la Fabi di Lodi. Il segretario coordinatore Ettore Necchi ha richiamato l’attenzione sulle conseguenze che un episodio del genere può lasciare sui lavoratori, chiedendo che ai dipendenti coinvolti venga garantito tutto il supporto necessario, anche psicologico. Il sindacato ha inoltre ribadito la necessità di mantenere alta l’attenzione sulla sicurezza negli istituti di credito, nonostante il numero delle rapine si sia ridotto rispetto al passato.