Crema News - Crema - Ci metto 26 milioni di euro Lanfranchi, Fontana, Chizzoli e Paggi

Crema, 16 ottobre 2026

(Dario Dolci) Un maxiprogetto da 26 milioni di euro per unificare le reti idriche dei comuni di Crema, Offanengo, Romanengo, Izano, Madignano e Castelleone.

E’ questo quanto è stato presentato oggi nella sede di ConsorzioIT dal presidente di Padania Acque Cristian Chizzoli, dal consigliere Bruno Paggi e dall’amministratore delegato Alessandro Lanfranchi, presente anche Cinzia Fontana in rappresentanza dell’Ato (l’ufficio d’ambito della Provincia), oltre ai sindaci dei comuni coinvolti. L’opera ha ricevuto un finanziamento di 16,3 milioni di euro dal ministero per le Infrastrutture e i trasporti; la restante quota sarà coperta dalle risorse del piano di investimenti dello stesso gestore del servizio idrico. Attualmente, nei sei comuni interessati, ci sono sette acquedotti e 15 centri di produzione e potabilizzazione distinti. La trasformazione porterà ad avere un unico grande acquedotto, servito da otto centri di produzione, tra cui un nuovo impianto a Offanengo, oltre a una nuova vasca di stoccaggio a Crema e 37 chilometri di nuove tubazioni. Ciò permetterà di poter erogare acqua anche in caso di guasti localizzati o di emergenze. Il progetto permetterà anche di estendere la rete pubblica a Oriolo, frazione di Madignano.

Il progetto di fattibilità tecnico-economica sarà pronto agli inizi del 2028, con il passaggio alla progettazione esecutiva alla fine dello stesso anno; l’ apertura dei cantieri è prevista nella seconda metà del 2029 e la conclusione nel 2031.

“L’opera verrà realizzata senza aumentare la tariffa – ha precisato Lanfranchi. - Unificare sette acquedotti, dal punto di vista gestionale significa ridurre sprechi e costi di esercizio e azzerare i rischi di disservizio per i cittadini”.

Dal canto suo, Chizzoli ha così commentato: “Il collegamento delle reti rappresenta una risposta concreta e lungimirante alle sfide infrastrutturali e climatiche del nostro territorio. Saper intercettare risorse nazionali di questa portata dimostra la solidità della nostra pianificazione industriale”.