Crema, 07 febbraio 2026

(Annalisa Andreini) Ecco il Carnevale cremasco. A raccontarlo due relatori speciali in classe: Walter Venchiarutti e Gianni Risari.

Due lezioni sulla scia dei ricordi quelle che si sono tenute ieri e mercoledì presso le elementari di San Bernardino.

I bambini delle classi terze, quarte e quinte si erano dedicati a un laboratorio di maschere di cartapesta (utile per creatività e manualità), con la volontaria del Carnevale cremasco Camilla, mentre Walter Venchiarutti, colonna portante del Gag (Gruppo Antropologico Cremasco) e fonte inesauribile di cultura cremasca, ha spiegato ai piccoli studenti l’origine veneziana del Carnevale con parole semplici, che hanno saputo catturare l’attenzione.

Non solo la storia, ma anche le trasformazioni del Carnevale in città, a partire anche dal percorso modificato (prima si passava per via Mazzini e XX Settembre). I carri erano guidati dai buoi, poi dai trattori, un tempo c’erano i fuochi d’artificio, sostituiti poi dalle bande musicali e dai ballerini.

Infine, Gianni Risari li ha affascinati con il racconto della maschera tipica di Crema, Gagèt col sò ochèt, ideata dal papà Francesco nel ‘55 e sulla storia di questa manifestazione così cara ai cittadini.

Il Gagèt, termine longobardo che indicava l’uomo dei boschi, prendeva in giro (in modo bonario) i personaggi tipici della civiltà contadina.

Al progetto culturale, a cui le maestre della scuola hanno tenuto molto e che oggi ha visto anche la presenza di alcune istituzioni cremasche, ha contribuito anche il Centro di ricerca Alfredo Galmozzi, con il presidente Nino Antonaccio, che ha mostrato le immagini inedite del Carnevale di 40 anni fa, suscitando lo stupore dei bambini. Impressionanti le immagini dei balconi stracolmi delle vie centrali di Crema.

Fa parte di un percorso, iniziato a settembre, volto a valorizzare il patrimonio artigianale del Carnevale trasmettendolo alle nuove generazioni come identità storica.

Tanti gli aneddoti e le curiosità che hanno raccontato i due relatori.

Tradizione vuole che il Carnevale si sia presentato per la prima volta a Crema quando i cittadini addobbavano i carri che trasportavano i mattoni per la costruzione della basilica di Santa Maria della Croce dopo il 1490.

I coriandoli colorati e le stelle filanti (insieme al chiasso e ai bagordi) auspicano l’arrivo della bella stagione e la cacciata dell’inverno.