Graziano Fanelli mostra le cesoie prese dal capanno
Soncino, 18 settembre 2026
(Gianluca Maestri) Maleducazione senza fine. Non ne è esente nemmeno il parco del Tinazzo, un gioiello per Soncino che Graziano Fanelli e sua moglie Paola, i gestori, hanno il grande merito di aver recuperato (non senza fatica e investimenti) e di aver fatto rivivere.
E come biasimarlo se ogni tanto Graziano si sfoga, come ha fatto in questi giorni, a seguito di episodi di mancato rispetto nei confronti di questo luogo.
Lunedì, nel suo solito giro nei meandri del parco dopo il week end, nella zona dei bambù Graziano ha ritrovato delle cesoie e un falcetto. “Significa – racconta lui nel video - che dei bambini hanno aperto il mio capanno degli attrezzi e hanno preso questi strumenti. Dico bambini perché domenica ne avevo visto alcuni in zona bambù che facevano un po’ di casino e da lontano, con educazione, ho detto loro di non fare disastri. C’erano anche degli adulti assieme a loro. Mai mi sarei immaginati di trovare, l’indomani, per terra fuori dal capanno che peraltro era chiuso con un grosso catenaccio, le cesoie e il falcetto, soprattutto il falcetto”.
Dopo il più che legittimo sfogo, Graziano ha voluto fare una precisazione.
“Ho trovato – continua - anche altri danni: due sensori delle luci nel castelletto sono stati rotti così come una grata che porta alla torretta. Però ho sistemato tutto. Ci tengo a dire che i bambini sono sempre ben accetti al Tinazzo ma dico anche che si deve avere un occhio di riguardo e spiegare loro che quando vengono al parco debbono stare attenti, perché ci sono dei pericoli: il Naviglio che scorre dietro, le piante, i sassi e altre cose. Noi cerchiamo sempre di mettere in sicurezza tutto quanto ma se si va a cercare il pericolo, lo si trova. Anche al Tinazzo”.