I consiglieri di minoranza nel corso della seduta consiliare di fine gennaio
Rivolta d’Adda, 05 febbraio 2026
(Gianluca Maestri) Finalmente è arrivato, per Rivolta d'Adda, il momento di voltare pagina.
Così la pensa il gruppo di minoranza RivoltiAmo che in un comunicato sull’imminente scioglimento della consiliatura a seguito delle dimissioni del sindaco Giovanni Sgroi dice la sua soprattutto sugli otto mesi trascorsi dalla sospensione del primo cittadino ad opera del prefetto di Cremona per le vicende giudiziarie in cui è stato coinvolto (accusato di violenza sessuale da alcune sue pazienti) ad oggi.
La bocciatura dell’atteggiamento e delle scelte del gruppo di maggioranza di centrodestra Rivolta Dinamica è totale.
Innanzitutto la minoranza contesta “La mancata presa di distanza dei consiglieri di maggioranza rispetto all’operato del sindaco Sgroi”, una vicenda personale ma, secondo RivoltiAmo, “Di una gravità tale che richiede una presa di posizione politica sul fatto in sé”.
“In secondo luogo –spiega la capogruppo Elisabetta Nava- perché non abbiamo mai creduto che proseguire con l’amministrazione di Rivolta Dinamica avrebbe potuto portare sviluppo, concludere opere aperte e dare slancio alla vita economica, sociale e culturale del Paese. Ora che si sta chiudendo quest’amministrazione, possiamo dire con grande amarezza che avevamo ragione. Da qualunque punto si guardi, il paese è rimasto pressoché ingessato. Dalle dimissioni di Sgroi ad oggi, ad esempio, la scuola materna è rimasta immobile. Ricordiamo tutti i 700.000 euro annunciati a settembre 2024 in conferenza stampa, a porte chiuse, alla presenza del senatore Renato Ancorotti, soldi che avrebbero dovuto far ripartire il cantiere”.
Per RivoltiAmo l’amministrazione di Rivolta Dinamica lascia poco o nulla, a parte annunci sulla viabilità, nuovi insediamenti commerciali e la logistica. Anche gli eventi e le iniziative sono largamente demandate alle associazioni mettendo il cappello dei tavoli di lavoro comunali.
“Quello che l’amministrazione di Rivolta Dinamica ha provato a far bene in questi mesi –prosegue la Nava- è usare la comunicazione istituzionale del comune per fini di propaganda. È illeggibile il comunicato uscito su carta intestata del comune con cui si avvisano i rivoltani delle dimissioni del sindaco e in cui l’amministrazione si autoincensa dicendo quanto sia stata brava e quanti risultati abbia ottenuto. Rivolta Dinamica non è il comune e questo atteggiamento è l’ennesima dimostrazione dell’atteggiamento che Rivolta Dinamica ha verso l’istituzione pubblica. Chiudiamo questo capitolo dell’amministrazione rivoltana fatto di promesse non mantenute, di una maggioranza tutt’altro che coesa, con due assessori dimissionari in quattro anni di mandato. Quattro anni di toni consiliari costantemente sopra le righe, dai primi incontri agli ultimi. Da parte nostra lasciamo questo consiglio consapevoli di esserci impegnati costantemente per il bene del nostro paese e di aver svolto il ruolo di minoranza con serietà e per il solo bene del paese”.