Soncino, 01 giugno 2026
(Gianluca Maestri) Non c’è dubbio: questo fine settimana ha rappresentato una tappa fondamentale e al tempo stesso un’incredibile conferma per il percorso artistico di Francesca Guarneri, in arte Cisky, la body painter soncinese che nella capitale è stata doppiamente protagonista nei giorni scorsi.
Venerdì presso la sala Carlo Scarpa del MAXXI, il Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo, nell’ambito del Premio Progetto d’Autore, Francesca ha presentato cinque suoi progetti davanti a un parterre d’eccellenza: si tratta di Donna Bluoltremare, Il pianeta di plastica, Il diario della rinascita, La metamorfosi di Daphne e Il corpo si fa tela. Sabato, nell’ambito della collettiva Pigmenti, presso lo studio Moroni Uno Art di vicolo Moroni a Trastevere, ha partecipato alla collettiva Pigmenti con la performance di body art dal vivo Il corpo si fa tela (la modella era Elettra Possanzini).
“La presentazione dei miei cinque progetti d’autore – afferma Francesca - ha segnato un momento di vera storicizzazione istituzionale per la mia ricerca nella body art e nella living sculpture. Vedere la mimesi ed il corpo inteso come tela viva legittimati in un tempio della contemporaneità come il MAXXI dà una dignità enorme a questa disciplina e aver ricevuto l’attenzione di critici d’arte come Daniele Radini Tedeschi e Roberto Litta è stato un traguardo immenso. Se il venerdì è stato il momento del riconoscimento istituzionale, il sabato è stato il momento del valore umano e della condivisione. Torno a casa con un bagaglio ricchissimo, diviso fra il rigore della grande critica ed il calore della condivisione artistica sul campo”.
Con Francesca a Roma c’era anche sua sorella maggiore Rosida, che ha partecipato alla collettiva Pigmenti con due opere. Per lei si è trattato della prima collettiva in assoluto. Niente male come debutto. “È stata un’emozione indescrivibile – dice - veder nascere questo progetto fra le mura cariche di storia di Trastevere all’interno dello spazio Moroni Uno Art dell’architetto Mohammad Djafarzadeh. Condividere questo debutto con mia sorella ha reso tutto infinitamente più prezioso. Grazie a chiunque abbia scelto di respirare questa bellezza insieme a noi”.