Soncino, 12 ottobre 2026
(Gianluca Maestri) È stata una giornata indimenticabile quella di sabato scorso per l’artista soncinese Aldo Gallina, in arte Jona, premiato a New York, assieme ad altre personalità, con l’Italian Reputation Award, il riconoscimento ideato da Davide Ippolito, fondatore e presidente di Italia America Reputation Lab, assegnato a personalità che, nei rispettivi ambiti, abbiano contribuito a rafforzare la reputazione dell’Italia nel mondo.
La cerimonia, presentata dalla giornalista Cristiana Mancini, si è svolta alla Carnegie Hall e ha visto la partecipazione di figure di spicco del mondo manageriale, sportivo, accademico e culturale, con un focus su temi di accoglienza, innovazione e prestigio nazionale. Sul palco che, nel corso di oltre un secolo, ha accolto Čajkovskij, Toscanini e Caruso, a prendersi un pezzetto della scena è stato anche il borgo in riva all’Oglio. Merito di un personaggio come Aldo Gallina, pittore, scultore, letterato e poeta (e se vogliamo, anche atleta), che ha saputo trasformare il Braille in un linguaggio artistico realizzando, fra le altre, l’opera American Flag, la bandiera degli Usa da leggere con le mani, grazie alla quale è stato selezionato per il Reputation Award, premio attribuitogli “Per aver portato la creatività italiana oltre i confini tradizionali della percezione”.
A consegnargli la medaglia, realizzata a mano dal maestro orafo Marco De Luca, ispirata alle monete dell’antica Roma e dedicata a Eucleia, la divinità greca della buona reputazione, è stata l’attrice Alice Lussiana Parente.
“Questo premio – ha dichiarato a caldo Jona - non è soltanto mio né appartiene solo alla mia arte. È di tutte le persone che hanno creduto in me, che mi hanno sostenuto e accompagnato in questo lungo cammino. Perché dietro ogni traguardo non c’è mai una persona sola ma tanti cuori che hanno contribuito a renderlo possibile”.
“A New York – racconta l’artista soncinese - sono stato accolto benissimo non solo dalla comunità italiana ma anche dal pubblico americano. Dall’incontro con un mio amico non vedente è nata l’ispirazione della mia prima opera in Braille, intitolata Nel Creato Immaginato. Io l’avevo intesa come un regalo per lui ma in realtà è stata questa persona a fare un regalo a me dandomi l’occasione per iniziare a produrre opere in Braille che mi hanno consentito di avere un tratto distintivo e che mi hanno portato infine a pensare a qualcosa di più internazionale, come American Flag, lavoro che mi ha permesso di essere selezionato per il Reputation Award”.
In questa trasferta nella Grande Mela, dove è stato accompagnato dalla giornalista e curatrice artistica Antonella Gramigna, Gallina ha potuto instaurare diversi rapporti destinati a garantirgli nuove soddisfazioni artistiche in terra americana.