La riflessione di don Natale Grassi Scalvini

Crema, 09 maggio 2021

6a Domenica di Pasqua anno B

La Parola: At 10,25-27.34-35.44-48 Sal 97 1Gv 4,7-10 Gv 15,9-17

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho os- servato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena. Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».


Venerdì mattino sono stato al controllo semestrale al centro diabetologico del nostro ospedale. Ovviamente vi risparmio i dati dei risultati degli esami ma ci tengo a condividere con voi l’impressione che ormai da tempo provo in questa occasione. Per quanto sappia che per medici, infermieri e personale amministrativo sia un semplice lavoro di routine devo ammettere che fa sempre molto piacere il sentirsi accolto come se fossi uno di famiglia, riconosciuto per nome e trattato davvero con molta cordialità e familiarità. Già questo basterebbe per entrare nel tema specifico della nostra Domenica visto che oggi in Diocesi celebriamo la Festa della Famiglia. Ma credo che sia soprattutto la parola di Gesù, presa dalla parte centrale del testamento spirituale del Maestro durante l’ultima cena, a dare il valore e il significato pieno a questo momento di festa che coinvolge tutte le famiglie anche della nostra parrocchia. Motivi di riflessione ne avremmo veramente tanti vista l’attuale situazione problematica che tocca le nostre famiglie in campo economico, sanitario, lavorativo e con tutte le questioni sociologiche legate alla diminuzione dei matrimoni come anche delle nascite, e l’emergenza educativa per le nuove generazioni senza dimenticare il dramma della cura dei nostri anziani. Dobbiamo ammetterlo, parlare oggi della famiglia vuol dire parlare di tutta la nostra vita e allora è giusto che mettiamo al centro di tutto la più grande e definitiva parola di Gesù lasciata a noi uomini: amatevi come io ho amato voi. Pur non essendoci nulla di più naturale e bello del legame che unisce una coppia di genitori, tra di loro e con i loro figli, dobbiamo riconoscere che Gesù è ancora più esigente e chiede a tutti di arrivare fino all’amore oblativo, pronto a dare tutto, anche la propria vita, come ha fatto lui, non solo a favore delle persone più care, ma anche verso tutti i fratelli. Da una parte quindi siamo chiamati a pregare per le nostre famiglie perché si mantengano fedeli, generose nel donare la vita e attente alle situazioni di fragilità delle persone più care e vicine. Ma soprattutto vogliamo proporre una vera festa perché la bellezza della vocazione famigliare, una esperienza che tutti, in vario modo, abbiamo la gioia e fortuna di sperimentare, diventi davvero l’ambiente normale nel quale testimoniare la presenza del Cristo risorto, vivente in mezzo a noi. Lui infatti ha vinto il male del mondo donando a tutti noi di poter vincere i limiti del nostro amore quotidiano, cominciando da subito per esempio a praticare i consigli che anche Papa Francesco ci ha dato, usando soprattutto in casa le parole magiche: per favore, scusa, grazie. Basta davvero poco per sentirsi in piena sintonia con il comando di Gesù: l’amore universale che egli ci ha mostrato attraverso il dono della sua vita in croce, possiamo viverlo tranquillamente nelle nostre famiglie attraverso le piccole attenzioni, anche solo di gentilezza e tenerezza, che possiamo manifestare nelle mille occasioni della vita quotidiana.

(Sul mio canale youtube trovate il video della riflessione: https://youtu.be/7nZI257CUu4 ) 


Nella foto, don Natale Grassi Scalvini, autore della riflessione, con padre Gigi


© Riproduzione riservata

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