Due gemelli, due padri, c'è chi dice no

Crema, 10 maggio 2018

La sindaca ha firmato un atto che sancisce che due gemelli hanno due papà. Naturalmente la sua decisione ha suscitato opposte reazioni.

Ecco una.

Fratelli d'Italia

Nel suo compulsivo desiderio di educare il popolo ai nuovi valori propinati e propagandati da un plurisconfitto PD, il sindaco di Crema Stefania Bonaldi non ha esitato con una forzatura – perché di forzatura si tratta – a trascrivere sull’atto di nascita di due gemelli, oltre al nome del padre già registrato, pure il nome del “secondo padre”, in forza di una sentenza californiana, giustificando la sua decisione con la necessità di accogliere ogni vita, dandole piena dignità giuridica.
Peccato che in questo caso la stessa dignità dei bambini sia stata lesa, soprattutto perché un siffatto atto di nascita è contrario a verità.
E’ realtà inconfutabile che un bambino può avere un solo padre biologico, così come ha necessariamente una madre biologica ed è suo diritto conoscere ed essere educato da entrambi i genitori.
Riconoscimenti come quello operato dalla Bonaldi in realtà non fanno altro che avallare la turpe prassi della maternità surrogata. E allora, tanto per stare in tema di diritti e dignità, che ne è di quella donna che, sicuramente per mero stato di necessità, ha dovuto prestare il proprio corpo per una gravidanza, vedendosi poi privata dei suoi figli? Quella madre, sostanzialmente stuprata, non ha diritti o dignità?
Ricordiamo al sindaco Bonaldi che a norma del codice civile e del D.P.R. 396/2000 sullo stato civile, da un lato il genitore biologico, in questo caso la madre, ha sempre il diritto di riconoscimento dei figli e, dall’altro lato, ai sensi dell’art. 18 D.P.R. 396/2000, gli atti formati all’estero non possono essere trascritti se sono contrari all’ordine pubblico.
Ebbene, il nostro ordine pubblico non solo concepisce la famiglia, a livello costituzionale, come società naturale fondata sul matrimonio, ma, aprendo alle unioni civili, ha espressamente escluso la possibilità di adozione del figlio di una parte dell’unione ad opera del compagno/a, proprio per evitare di convalidare la prassi della maternità surrogata, ritenuta contraria ai diritti fondamentali dell’uomo.
E’ allora evidente che il sindaco Bonaldi non poteva trascrivere quella sentenza straniera perché in violazione di legge e per di più, a nostro avviso, così facendo ha pure formato un atto pubblico dal contenuto sostanzialmente falso.
Nel chiederci se la Procura della Repubblica di Cremona e la Prefettura di Cremona, quale ufficio territoriale del Governo, non ritengano di approfondire il tema per le determinazioni di rispettiva competenza, non ci resta che prendere atto che il sindaco Bonaldi non si fa scrupolo di violare o quantomeno forzare la legge pur di inseguire un’ideologia di parte.

Fratelli d'Italia circolo di Crema


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