Piloni: "Otto cose da fare subito"

Regione, 21 ottobre 2020


Coronavirus, la politica.

Matteo Piloni (consigliere regionale Pd)

Abbiamo trascorso l’estate a dire cosa si sarebbe dovuto fare, nel caso di una seconda ondata, in autunno. E, come previsto, l’autunno è arrivato, assieme alla seconda ondata. Eppure in Lombardia i posti di terapia intensiva e semintensiva non sono stati aumentati (erano meno di 1000 pochi giorni fa e non i 1500 che invece avrebbero dovuto essere), i percorsi separati per i Covid in molti pronto soccorso non ci sono, le Unità di assistenza domiciliare (Usca) non sono state né aumentate né potenziate, le unità di tracciamento non sono state incrementate, i medici di base andati in pensione non sono stati sostituiti, le assunzioni di infermieri e assistenti sanitari sono state poche. 

Eppure, i soldi sono stati messi! 

Senza parlare dei vaccini antinfluenzali che ancora non ci sono e degli esami, delle visite e delle attività di screening sospese e mai riprese davvero. O del trasporto locale, che non è stato potenziato come sarebbe stato utile fare.

Oggi in Lombardia la situazione è questa. 

E che cosa fa la Regione? Sceglie di sospendere le attività sportive, nonostante le società si siano organizzate per garantire la massima sicurezza dei propri iscritti, e di sospendere le visite nelle case di riposo, nonostante molte di queste si siano organizzate per consentire le visite in sicurezza dietro un plexiglass.

Ora dobbiamo concentrarci per salvaguardare la scuola e l’economia, perché un altro lockdown generale risulterebbe difficile da sostenere. E mettere in campo misure utili ed efficaci, e non generalizzate come può essere un ‘coprifuoco’ notturno in tutta la Regione. Piuttosto, lo si faccia nei territori più critici, come Milano, anche prendendo misure più restrittive e nette. Che senso avrebbe chiudere un'attività che ha una superficie di vendita di 300 mq a Bagnolo Cremasco, solo per fare un esempio, o a Vescovato?

Ma allo stesso tempo bisogna correre per fare ciò che non è stato fatto in questi mesi. 

Ma che cosa? Ecco un elenco di otto azioni che devono essere compiute nei prossimi giorni, con l'obiettivo di contenere il contagio e mantenerlo ‘basso’ nei prossimi mesi:

  1. aumentare il personale (medici e assistenti sanitari) per le attività di tracciamento, raddoppiando i numeri attuali.
  2. potenziare le Usca (unità di continuità assistenziale). Ad oggi in provincia di Cremona ci sono 4 Usca e 9 medici. Servono almeno 7 usca e 15 medici.
  3. potenziare e dare una struttura all'assistenza domiciliare, coinvolgendo medici di base, psicologi, infermieri di comunità/famigliari e assistenti sociali (le assunzioni sono già previste dal Ministero così come le risorse!).
  4. organizzare i tamponi direttamente a scuola, anche attraverso i test rapidi, come votato all'unanimità dal consiglio regionale su nostra specifica proposta. 
  5. utilizzare strutture private accreditate per potenziare il processo dei tamponi e le visite, interventi ed esami per l'attività sanitaria ordinaria.
  6. attivare tutti i posti di degenza subacuta. In provincia di Cremona se ne registrano 89, di cui 17 (Cremona e Casalmaggiore) risultano non attivi.
  7. garantire il caricamento dell'esito del tampone sul Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) e prevedere la possibilità di delegare ai familiari il consulto per le persone anziane.
  8. procedere alle assunzioni di medici e infermieri per le strutture ospedaliere e le Rsa, e procedere con la stabilizzazione del personale precario. Già questo sarebbe un ottimo motivo per motivare il personale dei nostri ospedali.

Il fatto che queste cose ancora oggi non ci siano, è la conseguenza di responsabilità precise che non possono essere attribuite al fato o al destino cinico e baro. 

Perché se la prima ondata ha colto tutti di sorpresa, questa volta non è così. Soprattutto in Lombardia.



Marco degli Angeli (Consgliere regionale M5S)

Il Movimento 5 Stelle, durante la seduta consiliare di ieri ha presentato una mozione urgente circa le misure anti Covid. Esito approvato. “Regione Lombardia - commenta il consigliere regionale M5S Lombardia Marco Degli Angeli - ha accolto in modo favorevole l’invito, rappresentato dal nostro manifesto, a mettere in campo quelle misure di prevenzione e di contenimento della pandemia, volte a scongiurare il rischio di un secondo lockdown generalizzato”.

Il primo punto su cui Degli Angeli si focalizza è la questione intramoenia.“Una questione a noi cara - commenta il consigliere - che va nella direzione del rispetto delle linee guida nazionali". Qualora infatti il servizio pubblico sanitario non riuscisse a rispettare tempistiche di esecuzione celeri per esami ritenuti urgenti, l’idea è quella di far uso della libera professione, al costo di un ticket. “Uno strumento - chiosa Degli Angeli - già previsto dalla legge, ma oggi non viene pubblicizzato abbastanza dalle varie Asst.

La mozione del Movimento Cinque Stelle ha invitato la Giunta regionale a mettere in atto risvolti pratici come, ad esempio, potenziare l’utilizzo dell’App Immuni anziché la diffusione e l’ utilizzo dei test rapidi in farmacia, nonché ad elaborare campagne di sensibilizzazione e a palesare l’obbligo di rilevazione temperatura all’ingresso delle scuole. La didattica a distanza e il potenziamento dei trasporti sono stati gli altri punti sui quali la mozione targata 5S ha insistito.

Non è mancata la questione che riguarda il potenziamento delle USCA. “Un punto - precisa il consigliere Degli Angeli - sul quale Regione è ancora terribilmente in ritardo. Lo è nella costruzione di quella prima linea di difesa, ma anche nella gestione e nella prevenzione dell’emergenza, che tra l’altro è già mancata nella prima fase. Un assenza - chiosa perentorio Degli Angeli - che ha purtroppo portato al collasso degli ospedali durante la prima ondata”.

Il consigliere targato M5S insiste quindi su un altro punto: “Dobbiamo poi attivare immediatamente tutti i posti letto di terapia intensiva possibili. Le proiezioni sui dati odierni parlano chiaro: ci saranno circa 800 persone ricoverate fra due settimane. Motivo per il quale dobbiamo arrivare oggi ad averne almeno il doppio: per non paralizzare l’attività degli ospedali, chiamati a trattare non solo pazienti Covid. Arrivare impreparati - conclude il consigliere - e lasciarci travolgere dalla seconda ondata è un qualcosa che non possiamo permetterci”.


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