Crema News - Crema - Truffa sventata, 47enne arrestato Immagine generata

Crema, 16 ottobre 2026

(Andrea Biraghi) Sul tavolo della cucina c'erano già 3000 euro in contanti e i gioielli di famiglia, pronti per essere consegnati al truffatore. Ma l'arrivo improvviso del figlio degli anziani ha mandato all'aria il colpo. E quando il malvivente ha cercato di scappare, fuori dalla casa ha trovato i carabinieri di Crema che lo stavano pedinando da ore. È successo mercoledì 14 ottobre a Casalmorano, dove un 47enne residente in provincia di Napoli è stato arrestato per tentata truffa aggravata. Il giorno successivo il Tribunale di Cremona ha convalidato l'arresto, disponendo l'obbligo di dimora nel comune di residenza.

Tutto è iniziato intorno alle 16.15, quando una donna ha ricevuto la telefonata di un falso maresciallo dei carabinieri. L'uomo le ha raccontato che l'auto del marito era stata utilizzata per una rapina in una gioielleria di Crema, durante la quale sarebbe stata rubata anche la pistola di una guardia giurata. Le ha quindi chiesto se in casa custodisse l'arma, gioielli e circa 70mila euro, presentati come parte del bottino.

Spaventata, la donna ha ammesso di avere denaro e preziosi. Il sedicente maresciallo le ha così annunciato l'arrivo di un perito del tribunale, incaricato di fotografarli per il giudice. Poco dopo qualcuno ha bussato alla porta: era il complice, che si è fatto accompagnare in cucina. Proprio mentre si preparava a fotografare gli oggetti, è arrivato il figlio della coppia, che ha capito il raggiro, lo ha cacciato e ha chiamato il 112.

Il 47enne era però già sotto osservazione. I militari lo avevano fermato a Crema e, insospettiti dalle spiegazioni poco convincenti sulla sua presenza in zona, avevano deciso di seguirlo in borghese. Dopo diversi spostamenti tra i comuni del Cremasco, lo avevano visto entrare nell'abitazione di Casalmorano, appostandosi all'esterno. Quando è uscito di corsa, lo hanno immediatamente bloccato.

Nella stessa giornata erano arrivate numerose segnalazioni di telefonate simili da parte di falsi carabinieri. In tutti gli altri casi le persone contattate avevano riconosciuto il tentativo di truffa, evitando di cadere nel raggiro.