Crema News - Dal territorio - Finti carabinieri, colpo da 30mila euro Immagine esemplificativa

Cremona, 16 luglio 2026

(Andrea Biraghi) Conoscevano il suo nome, l’indirizzo di casa e perfino il numero di cellulare. Informazioni utilizzate per costruire una falsa indagine e convincere un giovane residente nella zona Castello, a Cremona, a consegnare circa 30mila euro tra contanti e gioielli.

La truffa è iniziata martedì pomeriggio con una chiamata al telefono fisso. Un uomo si è presentato come carabiniere e ha raccontato che una violazione della banca dati dell’Anagrafe avrebbe permesso ad alcuni criminali di impossessarsi dei dati della famiglia.

Il giovane è stato quindi sottoposto a una sorta di interrogatorio. Il falso militare gli ha chiesto dove si trovasse alle 8.30 del giorno della presunta intrusione informatica e, non potendo dimostrare di essere rimasto in casa, gli ha fatto credere di essere sospettato di alcuni furti.

Per impedirgli di confrontarsi con qualcuno, il truffatore gli ha anche detto che la madre si trovava già nella caserma dei carabinieri, impegnata in un interrogatorio al piano superiore. La telefonata è proseguita a lungo, con un tono calmo ma insistente che non ha lasciato alla vittima il tempo di verificare la storia.

A quel punto è arrivata la richiesta di raccogliere tutto il denaro presente nell’abitazione. I contanti, secondo la versione inventata, dovevano essere portati in Centrale per controllarne la provenienza e custodirli. Poco dopo alla porta si è presentata una donna, indicata come collaboratrice dell’Arma, che ha ritirato il denaro.

La seconda parte del raggiro è scattata con una nuova telefonata. Al giovane è stato riferito che la madre aveva ricordato l’esistenza di un altro nascondiglio conosciuto dalla famiglia. La vittima ha così pensato alla cassaforte e ai preziosi conservati al suo interno. La donna è tornata nell’abitazione e si è fatta consegnare anche i gioielli.

I truffatori hanno infine tentato di convincerlo a trasferire il denaro presente sul conto corrente verso un conto provvisorio, presentato come sicuro. È stata questa ulteriore richiesta a far nascere i primi dubbi. Il giovane ha contattato direttamente la madre, scoprendo che non era mai stata portata in caserma.

La comunicazione è stata interrotta e la vittima ha chiamato la polizia. Le indagini sono ora affidate alla Questura di Cremona, impegnata a identificare l’uomo che ha gestito le telefonate e la complice entrata due volte nell’abitazione.