Il ponte sul Serio a Mozzanica
Crema, 14 giugno 2026
(Dario Dolci) “La gestione della sicurezza e della transitabilità del ponte di via Cadorna da parte dell'amministrazione comunale non è solo fallimentare dal punto di vista viabilistico, ma rivela una superficialità amministrativa e una lentezza burocratica che riteniamo inaccettabili. Mentre la città subisce i pesantissimi disagi logistici e economici dovuti alla chiusura del manufatto, la giunta si muove a passo di lumaca. Documenti alla mano, denunciamo un episodio che mina la credibilità delle procedure tecniche adottate dal comune. L’ente pubblico aveva infatti incaricato una ditta specializzata per effettuare un'ispezione sulle strutture metalliche del ponte. All'interno del rapporto consegnato all'ente, la società ha clamorosamente inserito la documentazione fotografica di un ponte diverso, estraneo alla nostra città. Un errore grossolano di cui gli uffici comunali non si sono accorti, ma il dato più politico e sconcertante è un altro: il fattore tempo. Sono passati quarantasei giorni di totale immobilismo dal momento in cui quella perizia è stata emessa a quando il comune si è finalmente deciso di affidare a una società la verifica di transitabilità. Perché l’amministrazione ha atteso così a lungo prima di dare un nuovo incarico?”
A porre il quesito sono i consiglieri comunali del gruppo di Fratelli d’Italia, Giovanni De Grazia, Emanuela Schiavini, Paolo Patrini e Beppe Torrisi. “Abbiamo analizzato la cronologia delle comunicazioni intercorse tra l’amministrazione e le ditte incaricate all’ispezione sullo stato di conservazione delle strutture metalliche del ponte – affermano - riscontrando gravi errori. Il 10 aprile, la M.T.S. Engineering di Lecco, a seguito di incarico precedentemente conferito dal comune, redigeva il rapporto tecnico dove nel fare una prima descrizione dell’opera, raffigurava erroneamente un ponte diverso da quello di Crema, quello tra Mozzanica e Fara Olivana. Nelle conclusioni del rapporto, si evidenziavano rilevanti e diffusi stati di degrado legati principalmente a fenomeni ossidativi e corrosivi degli elementi metallici e un peggioramento rispetto ai dati raccolti nella precedente campagna di indagini. Il 4 giugno, la IN.SPE di Bergamo, a seguito di incarico ricevuto dal comune per l’aggiornamento della verifica di transitabilità del ponte, evidenziava un significativo aggravio nella corrosione degli elementi esaminati, rispetto alla precedente ricognizione”.
La ditta bergamasca affermava: “Alla luce di un quadro di degrado che si dimostra in evoluzione, è necessario eseguire nuove valutazioni analitiche”. E consigliava di intraprendere alcune attività, vista l’evoluzione del quadro di degrado, ritenendo necessario monitorare il comportamento complessivo dell’opera. E aggiungeva: “Non potendo garantire i requisiti minimi di sicurezza, è necessario chiudere il ponte a qualsiasi tipo di transito durante le operazioni di rilievo, installazione del monitoraggio e analisi strutturale, a valle delle quali si darà riscontro sull’eventuale ripristino o meno della transitabilità dell’opera; con lo stesso fine, è necessario vietare il transito delle persone al di sotto del ponte”.