Crema, 08 aprile

(Dario Dolci) Reazioni preoccupate, ma non di stupore, tra i residenti a San Bernardino, il quartiere dove l’altra sera si è consumato un omicidio per strada.

Nessuno stupore anche perché la situazione di degrado e di criminalità si protrae ormai da parecchio tempo. La paura è misurabie anche dal fatto che chi si presta a commentare non vuole che venga messo il proprio nome e cognome ma soltanto le iniziali.

“Quanto accaduto è un caso di assoluta gravità – afferma K.K. - conosco bene le due famiglie e i loro parenti. Il primo ragazzo ha perso la vita, il secondo rischia di trascorrere molti anni in carcere. Il gravissimo episodio a mio avviso è dovuto al fatto che entrambi i giovani frequentavano quell’appartamento di via Vittorio Veneto 12, che da sempre crea problemi. Quattro giorni fa qualcuno aveva sfondato il vetro della porta d’ingresso del condominio. L’Aler dovrebbe intervenire e chiudere quell’alloggio, che ospita persone pericolose”.

Egualmente preoccupato si dice M. P., che abita in via Enrico Martini: “Io stesso ho già segnalato episodi problematici alle assistenti sociali, al sindaco Fabio Bergamaschi e alla sua giunta nella recente visita al quartiere, ho chiamato in comune e avvisato le forze dell’ordine per denunciare quanto accade a San Bernardino. Non è cambiato niente. Le persone anziane sono disperate. Qualcuno ha proposto di organizzare delle ronde serali, ma la giustizia fai da te non va bene. Certa gente andrebbe buttata fuori dalle case popolari. Adesso che c’è scappato il morto, spero che qualcuno faccia qualcosa”.

Di situazione insostenibile parla anche S.P.: “I miei genitori hanno paura anche a portare fuori il cane la sera. C’è troppa brutta gente in giro; gente cattiva, aggressiva, violenta, che dà poco valore alla vita. Ormai è così da troppo tempo e se lasci andare le cose, poi non puoi stupirti se accadono fatti così gravi come un omicidio”.

A. A., un professionista denuncia: "Ho chiamato più volte la polizia locale per avvertire di situazioni pericolose, ma mi sono sempre sentito dire che non erano di turno e quando lavoravano non li ho mai visti arrivare. E quando arrivano, inutile fare i giri stando in auto, senza fermarsi, senza controllare".

Infine, un episodio capitato a un marocchino da tempo residente nel quartiere, A.D. "Stavo rientrando a casa dopo il lavoro e quattro ragazzi erano in mezzo alla strada, poco prima del sottopasso. Ho suonato per farli spostare e il ragazzo che ha ucciso Hamza mi ha insultato in arabo. Non sapeva che era la mia lingua e che ho capito che cosa mi stava dicendo. Sono sceso dalla mia auto e gli ho risposto in arabo e lui, invece di scusarsi, mi ha affrontato continuando a insultarmi. Gli ho detto che avrei chiamato la polizia e lui ha risposto che non gli interessava perché non gli avrebbero fatto nulla. I miei colleghi mi hanno fermato e riportato in auto, mentre i quattro se ne sono andati, continuando insultarmi. Non sono bravi ragazzi".