Crema, 31 ottobre 2026
(Annalisa Andreini) Pan dei morti, ossetti, fave e Meini: i biscotti della tradizione.
Tornano puntuali, come tutti gli anni, in tutte le vetrine delle pasticcerie e panetterie cremasche, tipiche di questi giorni dedicati alla tradizione di Ognissanti e alla commemorazione dei defunti.
Il Pan dei morti è proprio il classico biscotto dolce (di frolla), a forma allungata, di colore scuro particolarmente amato nel territorio cremasco. Preparato con burro, zucchero, mandorle, nocciole, pinoli, uvetta, cacao e spezie varie (che ogni pasticcere interpreta a suo modo).
In superficie i pasticceri cremaschi ( Radaelli, Denti, Samanni, Nando, Le Bontà del Borgo, Dolci Torte, Casa del Pellegrino, Grello per citarne alcuni) li cospargono di abbondante zucchero a velo.
La Pastry chef Elisa Tomasini (Dolci Torte) li presenta in forma tondeggiante con l’aggiunta di cannella, arancia candita e granella di nocciole in superficie.
La pasticceria Grello, oltre alla versione tradizionale, quest’anno ha proposto una ricetta più morbida a forma tondeggiante (come una sorta di piccolo Krapfen) mentre la pasticceria Dolce Sentire presenta le ricette di una volta, ereditate dalla vecchia pasticceria Dossena.
Una chicca: il bar Sottovento di Porta Nova è l’unico che li propone, in questi giorni, insieme alla tazzina di caffè e vanno a ruba. Realizzati homemade secondo una ricetta milanese con l’aggiunta del rum, che conferisce un sentore unico.
Nelle vetrine non possono mancare i Meini, altri biscotti tipici, non di frolla però ma lievitati e di forma tondeggiante.
Sono preparati con la farina di mais, tipica del nostro territorio, con l’aggiunta dei fiori di sambuco in superficie e il caratteristico zucchero a velo maculato.
Sempre presenti, ma meno richiesti, i tradizionali spaccadenti (o ossa dei morti) di forma rettangolare adatti anche ai vegani, in quanto non contengono né burro e né uova nell’impasto. Sono preparati con acqua, mandorle (o nocciole) e zucchero semolato e sono profumati alla vaniglia.
Infine, spuntano anche le fave o gavette dei morti, più frequenti nei paesi al confine con la terra bergamasca: piccoli biscotti a forma di rombo realizzati con albumi, zucchero e mandorle. Possono essere anche colorati con delle essenze, come il limone oppure semplicemente cosparsi di zucchero a velo, come quelli della pasticceria Damoni di Caravaggio.