Immagine esemplificativa
Cremona, 22 aprile 2026
(Andrea Biraghi) Nove anni di reclusione, 2000 euro di multa e 10mila euro di risarcimento alla vittima.
È la condanna decisa per Fabio Novikon, 45 anni, napoletano, accusato della rapina ai danni di una donna oggi 95enne, all’epoca dei fatti 93enne. Il pubblico ministero aveva chiesto 5 anni e mille euro di multa. La donna si era costituita parte civile con l’avvocato Guido Priori. L’imputato era difeso dall’avvocato Carlo Castelli. Il complice della rapina è invece rimasto ignoto.
I fatti risalgono al 16 ottobre 2024. Carolina, nome di fantasia, stava rientrando a casa, intorno alle 12.30, quando è stata avvicinata sotto casa da un uomo. Secondo quanto ricostruito, questa persona le ha detto di conoscere le sue figlie, chiamandole per nome, e le ha raccontato di avere la moglie in ospedale, dove avrebbe incontrato una delle figlie della donna, che è in servizio al nosocomio. Con questo pretesto è riuscito ad agganciarla. Carolina, inizialmente diffidente, ha ceduto alle insistenze dell'uomo e ha lo ha fatto entrare in casa.
Una volta dentro Novikon ha accompagnato la donna nelle diverse stanze: prima in cucina, poi in veranda e infine nella camera da letto. Nel frattempo è entrato anche un complice, vestito di scuro, con cappellino con visiera e cappuccio della felpa tirato sulla testa. Quest’ultimo si è presentato come carabiniere, dicendo che nell’abitazione erano entrati dei ladri. La camera da letto era stata messa a soqquadro: quadri staccati dalla parete, copriletto spostato, ante dell’armadio aperte. Proprio lì Carolina custodiva i gioielli di famiglia. Quando la donna è tornata nella stanza dove poco prima aveva appoggiato orecchini e collana, non li ha più trovati.
A quel punto il Novikon le ha afferrato le mani, cercando di sfilarle gli anelli con la forza. La donna si è messa a urlare per il dolore. Il finto carabiniere ha detto al complice di lasciar perdere, ma lui non si è fermato, continuando a tirare fino a riuscire a portare via anche gli anelli. Il complice è rimasto ancora per qualche minuto, trattenendo la donna e dicendole che alle 13 sarebbero arrivati altri carabinieri per rilevare le impronte, motivo per cui non avrebbe dovuto chiamare nessuno. Solo dopo essersi ripresa Carolina è riuscita ad andare da una vicina per raccontare quanto accaduto.
Il bottino è stato stimato in circa 24mila euro, tra gioielli di famiglia, vecchie lire e circa 200 euro custoditi nella borsetta. Decisivo anche il riconoscimento fotografico: la donna aveva indicato l’imputato in un album preparato dai carabinieri nelmquale c'era la foto di Novikon, procurata dai carabinieri di Castelverde. Dopo la rapina a Cremona Novikon e un complice avevano tentato un altro colpo a Paderno Ponchielli ai danni di una donna ultrasettantenne, usando la tecnica dell’incidente al figlio. In quel caso la vittima non era caduta nella trappola e i carabinieri avevano arrestato Novikon e un 25enne napoletano. Le loro fotografie erano poi finite nell’album mostrato alla 93enne e la donna aveva riconosciuto il suo aguzzino.