Non toccate le piante di via Bacchetta

Crema, 08 ottobre 2018

Il comune di Crema vuole tagliare i bagolari in via Bacchetta. Le radici dissestano i marciapiedi, le foglie entrano nelle grondaie e le intasano e altro ancora. Immediata l'alzata di scudi. Da chi chiede di rivedere la decisione a chi vorrebbe che si tagliassero solo quelle più fastidiose. Ma scusate, non è più facile alzare i marciapiedi, anziché atterrare le piante. Ricordo anche quando intervistai il grande ecologo francese informandolo che la Disney (per la quale lavoravo) ogni albero che tagliava per farne carta ne reimpiantava due. E lui mi rispose che se tagli un albero, distruggi la vita a uccelli e insetti che in quell'albero trovano casa e nutrimento, oltre al fatto che ci vorranno anni perché il nuovo albero possa reintegrare in pieno quello tagliato.

(pgr)


Ancora una volta assistiamo all’indiscriminato taglio di alberi storici nelle vie di Crema e ancora una volta le più elementari, anche vere, scuse hanno la meglio sulla loro tutela e la loro funzione mitigatrice nei confronti dell’ambiente e della salute. Da anni chiediamo un censimento numerico e il tipo di essenze, in modo che non si possa scendere sotto un determinato numero, anzi aumentandone la loro redistribuzione in altre zone della città. Salvarle è possibile, metterle in sicurezza è possibile e reimpiantarle è possibile. Ma qui subentra la lungimiranza degli amministratori, l’intelligenza dei cittadini e la consapevolezza che non esiste un albero uguale agli altri garantendo la fattibilità di convivenze tra specie diverse e di diversa struttura, I cambiamenti climatici stanno alterando la vita degli alberi in città e in generale della loro crescita dove occorre una attenzione particolare che solo tramite il consiglio di agronomi o della scuola di agraria possono essere valutate. Non ricordiamoci solo degli alberi quando ne leggiamo la loro importanza sui libri o determinati saggi, ricordiamoci di tutelarli adesso perché sono l’unico elemento contro l’inquinamento urbano, dove paradossalmente il “ loro scarto “ è il nostro ossigeno. Crema ha un notevole parco arboreo e aree ancora di notevole importanza, non inseguiamo logiche che abbiamo visto in passato si sono rivelate disastrose, creiamo una nuova dimensione e con essa una nuova consapevolezza a tutela della salute e del dimostrare che e’ possibile coniugare, esigenze e sicurezza, con una mirata e oculata visione nei confronti della loro tutela.

Ringraziando

Gianemilio Ardigò


Sai quanto vale un albero?

Ogni bagolaro di via Bacchetta a Crema offre un beneficio economico annuale di quasi 200 euro tra anidride carbonica catturata, acqua piovana assorbita, agenti inquinanti — ozono, diossido di azoto, biossido di zolfo e Pm10 — tolti all’aria respirata ed energia in meno utilizzata perché, con l’ombra, spinge a usare meno l’aria condizionata e quindi l’elettricità.

Se vuoi saperne di più.

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https://www.corriere.it/cronache/18_maggio_28/valore-nascosto-alberi-citta-bb6e9b6a-61ed-11e8-83c2-c2f27971c337.shtml

Ps. A Milano in Largo Treves, un bagolaro di 60 anni viene festeggiato, a Crema, al contrario, ne taglieranno una trentina.

Marco degli Angeli


Anche l'ambientalista Alvaro Dellera porta il suo contributo

Dopo alcuni interventi sul verde urbano realizzati dall’amministrazione cittadina, non si placano gli echi di disappunto . L’allarme di oggi , anche via social dopo la pubblicazione a mezzo stampa della notizia, per uno straordinario intervento manutentivo sul manto stradale di via Bacchetta , è segno che il nervo in questione è scoperto. Certo è che l’approccio tecnico che sta alla base degli interventi sin ora succeduti non è dei più rassicuranti. Da qui le risentite preoccupazioni sfociate anche in proteste pubbliche dei diversi interventi recenti. Ma dove sta il problema ? E perché le proteste? A mio modo di vedere è assolutamente necessario che la nostra amministrazione agisca su due direttrici. la prima di ordine culturale. Le alberature cittadine devono essere considerate un patrimonio culturale ed avere assegnato un valore economico come se si trattasse di un immobile dal valore storico. La seconda, politica, dotarsi di un regolamento del verde pubblico (moltecittà sono dotate di questo strumento), che ne definisca Le funzioni, l’ecologia, la cura , la manutenzione , la progressività di intervento, la scelta delle essenze. Tutto ciò da affidare alla professionalità specifica di un tecnico ambientale e agroforestale. A volte le scelte di fare tabula rasa di alberi che hanno più di mezzo secolo di vita non trova una vera giustificazione e priva di alternative, dimenticando gli specifici e immensi valori che gli alberi donano alla nostra comunità. Alberi con mezzo secolo di vita non ce li restituisce più nessuno, nemmenoi reimpianti con giovani alberelli. Ecco il problema sta qui. Da ciò derivano le proteste dei cittadini che giustamente non vorrebbero più vedere tagli indiscriminati. Venendo all’esistente non si può non notare che gli interventi programmati su alcune vie cittadine in particolare a Crema nuova, sulle vie Treviglio , Samarani, Bacchetta, Manini, De Marchi fortemente caratterizzate dalla presenza di maestosi alberi semicentenari ripropongono l’ennesimo quesito. Io penso che prima di mettere mano alle motoseghe senza riconsiderare l’approccio con un nuovo paradigma è da sconsigliare oltre che da evitare.

Alvaro Dellera

© Riproduzione riservata

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