La riflessione di don Natale Grassi Scalvini

XXIII Domenica ordinaria anno A

La Parola: Ez 33,1.7-9 Sal 94 Rm 13,8-10 Mt 18,15-20

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano. In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglie- rete sulla terra sarà sciolto in cielo. In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».


Ieri, verso mezzogiorno, sono andato a prendere acqua alla casa dell'acqua e visto che non c'era nessuno con cui scambiare due parole, notavo che il sole picchiava forte e che sarebbe bastato girare la costruzione, mettendo a nord gli erogatori, per avere un po' di ombra. Poi tornando verso casa mi son reso conto che a me piace proprio tanto criticare. Si, lo so, piace tanto anche a voi. In questo possiamo dire di essere dei veri professionisti, sempre pronti e bravi nel trovare qualcosa che non va negli altri. Se poi qualcuno invece di fare uno sbaglio generico a discapito della comunità, combina qualcosa di negativo proprio verso di me: apriti o cielo! Se fossimo armati anche noi come in America, saremmo pronti a fare un macello. E invece lo stile che ci propone Gesù, quello della croce da portare ogni giorno dietro di lui, ci chiede proprio di perdonare. Questo non significa che dobbiamo chiudere gli occhi e far finta di non vedere il male o le cattiverie. Anzi, dobbiamo prendere piena consapevolezza degli sbagli e farcene carico sia personalmente come anche comunitariamente, ma non in vista del pettegolezzo o della propria auto giustificazione, visto che tutti siamo convinti che ' io non mi comporterei mai cosi '. Lo scopo è innanzitutto e soprattutto quello di guadagnare un fratello, ricomponendo con lui la piena comunione e addirittura un miglioramento di vita e di rapporti. Ma a ben guardare, le parole di Gesù puntano ancora più in alto. Non perché dobbiamo dare addirittura un premio a chi sbaglia o fare una festa, ma perché il vero guadagno di una piena comunione e amicizia ristabilita con i fratelli è quello di poter godere della presenza di Gesù in mezzo a noi, come reale partecipante dei nostri rapporti quotidiani di fratellanza umana. Non è solo per stare meglio tra noi, il che sarebbe già un bel guadagno, invece di litigare e di farci del male con continue ed inutili recriminazioni e dispetti vicendevoli. Se siamo in buoni rapporti tra di noi, ed osiamo perfino pregare insieme, allora possiamo essere certi che con noi c'è anche Gesù, che prega con noi e che ci sostiene nei momenti più critici, quelli che comunque fan parte della nostra esperienza quotidiana di fragili creature. Penso che la certezza di essere accompagnati e supportati da Gesù, quando riusciamo a vivere in accordo gli uni con gli altri, sia un motivo più che sufficiente per impegnarci seriamente a vivere la correzione fraterna, con la giusta ricerca della giustizia, senza negare il peccato e le mancanze umane verso la legge di Dio, sempre e comunque valida e da rispettare, ma comunque con l'obiettivo principale di riprendere il legame di rispetto e di amore con tutti i nostri fratelli, anche quelli più lontani. In questo periodo in cui dobbiamo rispettare un metro di distanziamento sociale, credo che abbiamo tutti capito che non è assolutamente necessario abbracciarci per essere in comunione di intenti. Anche il mettere una mascherina per rispetto delle paure dell'altro mi sembra un bel segno di amore e attenzione ai fratelli, per poterci così sentire sempre in comunione profonda. Con il cuore, anche se esteriormente ci teniamo a distanza. L'essenza della nostra fede non viene meno e la presenza di Gesù in mezzo a noi è sempre più certa e sensibile proprio grazie ai segni di rispetto e d'amore verso i fratelli.


(Sul mio canale youtube è disponibile il video della riflessione: https://youtu.be/Xza52rleUrc) 


Nella foto, don Natale Grassi Scalvini, autore della riflessione


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