Green pass, domani il decreto che lo impone

Roma, 22 luglio 2021

Green pass obbligatorio  con una dose di vaccino nei ristoranti al chiuso e nei locali dove si consuma al tavolo, per assistere agli spettacoli al cinema e a teatro, per partecipare a eventi e competizioni sportive, per andare nelle piscine, nelle palestre, ma anche a fiere, sagre, convegni, parchi divertimento, sale gioco, partecipazione a concorsi. Dopo il via libera il testo arriverà al consiglio dei ministri che dovrà approvarlo per farlo entrare in vigore già domani.


Ecco come funzionerà

Nei ristoranti sarà necessario presentare la certificazione verde sia per i clienti, sia per i lavoratori. Ugualmente nei bar al chiuso quando si consuma al tavolo. 

Il ministro Speranza ha spiegato che per passare in zona gialla, il riferimento sarà almeno il 10% dei posti occupati in terapia intensiva (a Crema uno su otto) e 15% area medica (qui i numeri differiscono perché a mano a mano che arrivano malati si liberano spazi: siamo arrivati, lo scorso anno, a ospitare oltre 200 pazienti, quindi, teoricamente, al momento la soglia del 15% potrebbe essere fissata a quota 30). Per andare in arancione 20% terapia intensiva e 30 % area medica. Per la rossa 30% in terapia intensiva e 40% area medica. 

Per rilascio del green pass con il tampone, si sta immaginando la modalità per dare il tampone non gratuito ma a prezzo di costo, prezzi calmierati soprattutto per i ragazzini e per persone che non possono vaccinarsi per motivi di salute.


Come ottenere il green pass

Ottenere e scaricare il green pass si rivelerà un’operazione semplice e immediata (arriva un Sms con il codice authcode per scaricarlo da dgc.gov.it o dall’app Immuni o si trova direttamente nell’app IO), ma capiterà che qualcuno incontri difficoltà e si imbatta in problematiche non ancora del tutto risolte. 


Due cose importanti di cui tenere conto: al momento, in Italia, il documento cartaceo che certifica l’avvenuta vaccinazione viene accettato come green pass. Se, per qualche motivo vi siete vaccinati in Italia e non avete ricevuto il pass come previsto — 15 giorni dopo la prima dose e qualche giorno dopo la seconda — potete esibire dove richiesto il foglio che vi consegnano dopo l’inoculazione. 


Fino al 12 agosto, anche per viaggiare in Europa valgono le attestazioni cartacee di avvenuta vaccinazione in un Paese europeo rilasciate prima del 1° luglio, tampone negativo e avvenuta guarigione. 

Inoltre, anche i cittadini italiani che si sono vaccinati in un Paese extra-Ue — come Israele o Regno Unito — e sono rientrati in Italia, da agosto potranno richiedere alle ASL di trasmettere i dati della vaccinazione, tramite il sistema Tessera sanitaria, per l’emissione del Green pass. Il ministero della Salute è comunque al lavoro per risolvere questi nodi, insieme al ministero degli Esteri, ed è prevista una circolare entro la fine di luglio. 


Per gli italiani vaccinati all’estero, attualmente all’estero, è prevista una procedura online, in collaborazione con le ambasciate e consolati italiani all’estero, che sarà avviata dalla fine di luglio in prima applicazione per i dipendenti pubblici all’estero. 


Tornando a chi si è vaccinato in Italia, ha fatto il tampone o è guarito, la problematica più comune è quella della mancata ricezione del codice per problemi di comunicazione fra gli enti coinvolti nel flusso di dati. Se non si ha l’app IO o la carta di identità elettronica (da provare a usare anche con l’app Cie), il primo tentativo da fare è chiamare il 1500 (attivo 24 ore su 24) o contattare chi ha eseguito il tampone o emesso il certificato di guarigione. Lo stesso vale per chi ha smarrito il codice: il 1500 è il numero per chiederne il recupero. A quanto risulta, presto sarà disponibile una sezione online ad hoc per richiedere in autonomia il codice mai arrivato o smarrito, probabilmente sulla piattaforma dgc.gov.it (è cessata invece l’attività dell’indirizzo email codice.dgc). 


Se la persona è guarita dal Covid o è stata vaccinata prima dell’entrata in vigore della certificazione verde, può contattare il proprio medico curante o chi ha firmato il documento che ne certificava la guarigione oppure la struttura che si è occupata della sua vaccinazione per recuperare il codice. Sono loro infatti a dover inserire le informazioni per poter inviare correttamente i dati che servono per produrre le certificazioni. 


Altro caso: chi è guarito dal Covid-19 negli ultimi 12 mesi deve sottoporsi a una sola inoculazione del vaccino, avendo già sviluppato gli anticorpi al Sars-CoV-2. Riceverà quindi una certificazione verde Covid della durata di nove mesi (quanto previsto per la conclusione del ciclo vaccinale) a pochi giorni dalla dose, che sostituisce il Green pass eventualmente già in possesso per la guarigione, che ha una durata di sei mesi. 


Chi si ammala dopo aver già ricevuto la prima dose di vaccino, secondo quanto è attualmente previsto, può avere il Green pass di guarigione valido sei mesi. Se effettua la seconda dose avrà poi il Green pass di vaccinazione valido nove mesi. Ma su questo potrebbero arrivare modifiche o chiarimenti.


Come detto, il Green pass si materializza nella forma di un codice Qr da scaricare e presentare in digitale sullo schermo dello smartphone, o da stampare. Per scaricarlo, dopo il tampone o la prima e la seconda dose del vaccino o la guarigione, bisogna inserire il codice Authcode che il ministero della Salute invia via Sms al nostro numero di telefono sul sito dgc.gov.it o sull’applicazione Immuni (serve anche la Tessera sanitaria). Chi ha l’app IO o il Fascicolo sanitario elettronico dovrà solo aprire le applicazioni, e lo troverà quando è previsto che arrivi. Si può ottenere anche rivolgendosi ai medici di medicina generale, ai pediatri e alle farmacie, consegnando al professionista il codice fiscale e i dati della Tessera sanitaria.


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